La pandemia stimola l'ingegno nelle Marche: dopo il Covid +20% di brevetti

La pandemia stimola l'ingegno nelle Marche: dopo il Covid +20% di brevetti
La pandemia stimola l'ingegno nelle Marche: dopo il Covid +20% di brevetti
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Giovedì 1 Dicembre 2022, 02:55

ANCONA - In tempi di pandemia bisogna aguzzare l’ingegno e così la ricerca, in Italia e ancor più nella nostra regione, fa uno scatto in avanti. Il 2021 fa registrare un aumento del 20% delle invenzioni marchigiane pubblicate in Europa, un dato addirittura dieci volte migliore di quello nazionale.

L’Italia delle invenzioni continua a crescere in Europa: +2% l’incremento delle domande di brevetto pubblicate dall’Epo (European Patent Office) nel 2021 rispetto al 2020: sono state in tutto 4.555, 90 in più dell’anno prima. Come mostra l’ultima analisi effettuata da Unioncamere–Dintec, la parte da leone l’hanno fatta le tecnologie farmaceutiche, la biotecnologia e la chimica (+9,5% sul 2020).
Le province
La performance marchigiana è molto migliore, con 109 domande di brevetto e un +20% rispetto al 2020. A chiedere di tutelare le invenzioni sono soprattutto le imprese e le province marchigiane che brevettano ci sono Ancona (con 42 domande) Pesaro (27) seguite da Fermo (16), Ascoli (13) e Macerata (12). Ma dove si applica di più l’ingegno dei marchigiani? L’analisi per macro–classi tecnologiche delle nostre invenzioni «evidenzia una preponderanza di soluzioni innovative della classe Necessità Umane - informa la Camera di commercio delle Marche - che comprendono abbigliamento, agricoltura, tabacchi e sport, una fetta importante del tessuto economico marchigiano, che insieme ai brevetti di tecniche industriali e trasporti copre oltre la metà delle invenzioni targate 2021».
Le tecnologie

Scendendo più nel dettaglio, il contributo maggiore alla brevettazione marchigiana è sempre quello delle tecnologie della meccanica e dei trasporti che assorbe oltre il 47% delle domande. Quasi un brevetto marchigiano su 4 di quelli pubblicati dall’Epo nel 2021 si riferisce alle Ket (Key Enabling Technologies), le tecnologie che la Commissione Europea considera abilitanti a tutti gli effetti, grazie alla loro diffusione pervasiva in tutti i settori di attività. Tra le sei categorie delle Ket ci sono il biotech, la fotonica, i materiali avanzati, la nano e la microelettronica, le nanotecnologie e la manifattura avanzata che si riferisce all’automazione, alla robotica e all’Internet of Things). 
Le invenzioni che i marchigiani chiedono di brevettare saranno conoscibili nel dettaglio solo fra 18 mesi, quando scadrà l’obbligo assoluto di riservatezza che vige dopo il deposito delle domande. Ma per i brevetti per i quali è scaduto l’obbligo di riservatezza, un osservatorio utile a comprendere le potenzialità innovative della nostra regione è senz’altro Ilo, l’Ufficio trasferimento tecnologico dell’Università Politecnica delle Marche, che si occupa proprio di informare, offrire consulenza e sostegno in tema di brevetti, cessione e commercializzazione di diritti brevettuali e accordi di licenza industriali. 
L’analisi
Tra le scoperte di cui si è occupata questa divisione di Univpm, ci sono composti per la guarigione delle ferite, un dispositivo e processo per la purificazione dell’aria e diverse invenzioni cedute o in corso di cessione a Start Up. Tra queste Virusensing, un nuovo biosensore per Sars-Cov-2 rapido e riutilizzabile, come anche un nuovo metodo per la valorizzazione di schermi lcd a fine vita e un dispositivo. Ci si ingegna per migliorare oggetti della vita quotidiana, come nuovi serramenti per finestre, o dispositivi molto particolari, come quello per la campionatura omogenea e oggettiva di boli masticatori. «I dati del 2021 - è l’analisi del presidente della Camera di Commercio Marche Gino Sabatini - segnano una vivacità che cova sotto i tanti ostacoli che dal 2020 le imprese stanno affrontando. La presenza dell’Università, degli ITS, la stretta collaborazione tra mondo dell’impresa e della formazione, in cui Camera Marche si pone come facilitatore, può incoraggiare e potenziare l’inclinazione all’innovazione».

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