Acquaroli tiene porto, aeroporto e turismo. Tre super assessori per sbloccare le Marche. Ecco chi sono, tutte e deleghe

Giovedì 15 Ottobre 2020 di Martina Marinangeli
Acquaroli tiene porto, aeroporto e turismo. Tre super assessori per sbloccare le Marche. Ecco chi sono, tutte e deleghe

ANCONA È fatta. Dopo due giorni di serrate trattative, la giunta Acquaroli è pronta ed il centrodestra ha trovato la quadra anche sulle caselle che riguardano il Consiglio regionale. Un tetris non semplice, che si è inceppato più volte durante i negoziati, ma alla fine l’obiettivo è stato raggiunto. Vittima sacrificale dell’operazione, l’equilibrio territoriale, che è sparito dai totem posti dal governatore per la formazione della squadra, con la provincia di Pesaro che fa jackpot (tre assessori su sei) ed Ancona e Fermo a bocca asciutta.

 
Le spartizioni
Per quanto riguarda il capoluogo di regione – sempre più cenerentola nei palazzi del potere –, la figura di rappresentanza sarebbe la deputata leghista Giorgia Latini, di origini fabrianesi, ma che da anni vive ad Ascoli Piceno, dove è stata anche assessora. Non per niente, è stata eletta alla Camera nella circoscrizione Marche sud. Unica donna in giunta – e per questo disequilibrio tra quote rosa ed azzurre, la consiglierà di parità della Regione, Paola Petrucci, ha inoltrato al neo presidente un avviso di diffida – a lei andranno le deleghe a cultura, istruzione, sport, politiche giovanili e pari opportunità. Con Latini a palazzo Raffaello, a Montecitorio si libera uno scranno per Mauro Lucentini, primo dei non eletti alle Politiche del 2018 nella stessa circoscrizione della deputata in uscita. 


Le decisioni finali
Tre saranno poi i super assessorati, calamite di deleghe di peso. In primis, quello del fanese Mirco Carloni, altra quota Lega, che si prenderà tutto il pacchetto delle attività produttive, comprensivo di agricoltura, caccia, pesca ed internazionalizzazione, a cui aggiungere anche il titolo di vicepresidente di giunta. Sempre in casa Carroccio, Saltamartini guiderà i settori della sanità e del sociale, deleghe che furono del governatore uscente Luca Ceriscioli, polizia locale e sicurezza. Il terzo peso massimo dell’Esecutivo sarà Guido Castelli, nome di punta di Fratelli d’Italia, a cui vengono affidati bilancio, trasporti, la delega speciale alla ricostruzione, patrimonio, personale, enti locali ed aree di crisi industriale. Al collega di partito Francesco Baldelli spettano invece lavori pubblici, aree interne ed infrastrutture, settore, quest’ultimo, tutt’altro che semplice in una regione malata di isolamento da decenni. Chiude l’elenco Stefano Aguzzi, quota Forza Italia, a cui andranno lavoro, ambiente, urbanistica, rifiuti, difesa della costa, edilizia e protezione civile. Il presidente Francesco Acquaroli, infine, ha deciso di avocare a sé la gestione della triade porto-aeroporto-interporto e la delega al Turismo, per rilanciare quel «marchio Marche» su cui molto ha puntato la sua campagna elettorale. Secondo la road map tracciata, la presentazione ufficiale della giunta sarà già oggi pomeriggio. 


L’accordo
Nelle maglie della trattativa, il governatore ed i quattro commissari dei partiti di coalizione – Riccardo Marchetti per la Lega, Emanuele Prisco per Fdi, Francesco Battistoni per Fi ed Antonio Saccone per l’Udc – hanno anche stilato un accordo per evitare cambi di casacca nei cinque anni di mandato e definito i ruoli all’interno del Consiglio, che però diventeranno ufficiali solo il 19 ottobre, quando la nuova assemblea legislativa si riunirà per la prima volta. La presidenza spetta all’Udc e quindi all’osimano Dino Latini, unico eletto del partito centrista. Il vice in quota centrodestra andrà invece a Fi che, con ogni probabilità, punterà su Gianluca Pasqui (in alternativa, Jessica Marcozzi), mentre Giacomo Rossi di Civitas assumerà il ruolo di consigliere segretario di maggioranza. 


Il controllo
Per quanto concerne le commissioni permanenti, la Lega si prende Affari istituzionali e Governo del territorio (la prima e la terza), Fratelli d’Italia Sviluppo economico e Sanità (seconda e quarta). Dulcis in fundo, il Comitato per il controllo e la valutazione delle politiche, che per metà mandato sarà guidato dalla maggioranza e per metà dall’opposizione: si deciderà da quale schieramento partire solo a lavori d’Aula avviati, ma in ogni caso, per quanto concerne il centrodestra, il nome sarà scelto sicuramente tra gli azzurri. 
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