Niente cantieri per tutta l’estate poi i lavori sui viadotti a rischio

Mercoledì 29 Luglio 2020 di Francesca Pasquali
Niente cantieri per tutta l estate poi i lavori sui viadotti a rischio

Salvo imprevisti che - come s’è visto ieri - sono sempre pronti a metterci lo zampino, il tratto dell’A14 a sud delle Marche resterà sgombero da cantieri per tutta l’estate. Uomini e mezzi torneranno al lavoro dopo metà settembre, quando – si spera – ci saranno buone nuove sul fronte viadotti. Intanto il dissequestro degli ultimi due (il Vallescura, tra Porto Sant’Elpidio e Fermo, e il Santa Giuliana, a Massignano) è stato già un grosso passo in avanti. Soprattutto perché il sud della regione era ormai rassegnato a un’estate tra code chilometriche e imprecazioni. 

Secondo la tabella di marcia il primo viadotto a cui saranno sostituite le barriere sarà il Campofilone (a Pedaso). Questo quando il Provveditorato interregionale per le opere pubbliche darà il via libera al progetto esecutivo. Lo scorso 22 luglio si è riunito il Comitato dei relatori che ha rapportato sul progetto, a cui il Provveditorato dovrà dare una valutazione che sarà riferita al Ministero delle infrastrutture che la trasmetterà ad Autostrade per l’Italia. Potrebbero volerci settimane, se non mesi.


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Degli altri quattro viadotti sequestrati a ottobre dell’anno scorso e riaperti poco prima di Natale, da una decina di giorni si sono ripresi in mano i progetti. Definitivi per il Vallescura e il Santa Giuliana, esecutivi per il Petronilla (a Porto San Giorgio) e Fosso San Biagio (Altidona). Il Mit aveva stoppato tutto dopo la scoperta che le barriere fonoassorbenti, cioè quelle antirumore, del Santa Giuliana erano dello stesso materiale di quelle messe fuori legge a Genova, intimando alla concessionaria di sostituirle, insieme alle altre. Se ci verrà risparmiata un’estate di fuoco, l’autunno sarà, però, piuttosto caldo. Ma a quel punto il grosso dei vacanzieri sarà tornato a casa, esodi e controesodi saranno solo un ricordo e il traffico sull’A14 si sarà più o meno normalizzato. La speranza è quella che venga chiusa prima possibile una parentesi durata due anni e funestata di problemi.

Prima l’incendio alla galleria “Castello” di Grottammare, con l’intasamento dell’Adriatica e delle strade interne andato avanti per mesi. Le immagini delle file interminabili sotto il sole d’agosto sono ancora belle vivide. Come quelle dei volontari della Protezione Civile che distribuivano bottigliette d’acqua agli automobilisti – tanti turisti – incolonnati nella calura. Neanche il tempo di tirare un sospiro di sollievo e rimettersi in pace col mondo che, dopo una manciata di settimane, arriva la seconda batosta, più pesante della prima. Il 4 ottobre la Procura di Avellino sequestrata cinque viadotti del tratto marchigiano dell’A14 considerati a rischio per gli automobilisti. Le regione, e l’Italia, sono spaccate in due. Ogni fine settimana autostrada e Statale si trasformano in due via crucis che scorrono, a fatica, parallele. Il sud delle Marche batte i bugni. Teme l’esodo natalizio e l’economia malconcia non può permettersi di aspettare i tempi della giustizia. 

A ridosso delle festività, tre viadotti vengono dissequestrati. Le corsie riportate a due, anche se più strette. Scattano i rimborsi dei pedaggi. Il sud della regione riprende un minimo fiato, ma sulle strade è comunque l’inferno. Per andare da Ancona a Pescara ci vogliono sei ore: un’eternità. Passano i mesi e i problemi si ripresentano a fasi alterne. Fino al secondo dissequestro, quasi due settimana fa.

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