Marche nella morsa dell'afa: negli ultimi 60 anni solo una stagione calda come questa. Ecco cosa ci aspetta anche nei prossimi giorni

Domenica 4 Luglio 2021 di Maria Teresa Bianciardi
Marche nella morsa dell'afa: negli ultimi 60 anni solo una stagione calda come questa

ANCONA - La seconda primavera più secca dal 1961. Ed anche l’incipit dell’estate non sta scherzando quanto a siccità. I prossimi giorni saranno all’insegna dell’afa, tranne martedì, dove la pioggia potrebbe interrompere - ma solo per qualche ora - questo caldo torrido. Un record negativo che mette in difficoltà l’agricoltura e richiede misure estreme come la limitazione dei prelievi dei corsi d’acqua, cosa che sta già accadendo nel bacino idrografica del fiume Metauro, nel Pesarese.

 

 

 

Dai dati forniti dall’Assam attraverso il servizio agrometeo regionale, emerge come il totale medio delle precipitazioni registrate nei mesi primaverili si assesti sui 104 mm. Numero che si traduce in «un ammanco di circa la metà rispetto allo storico 1981-2010 (-46%) - riporta l’Assam –. Prima di quest’anno, era dal 2010 che la stagione primaverile non si rilevasse più arida del normale». Un clima da deserto del Sahara che sta allungando la sua mano calda anche nella stagione estiva. Nel mese di giugno, infatti, la temperatura media ha fatto segnare un +3 rispetto allo storico (23,4° nell’anno corrente; 20,4° nello storico 1981-2010) ed in questi primi giorni di luglio siamo già a +1,4° (24,7° contro i 23,3 dello storico). Quanto alle precipitazioni giornaliere cumulate, il dato aggiornato al 1 luglio parla di -121,2 mm (-26,1%) rispetto alla media. 

Le differenze

Una carenza che si riscontra anche prendendo in esame un arco temporale mensile: giugno ha fatto segnare uno scarto di 51mm rispetto allo storico (precipitazioni limitate a 15,71 mm contro quella media dello stesso mese tra il 1981 ed il 2010 pari a 66,68 mm). Insomma, dalla primavera 2021 le Marche sono entrate nella fascia “estremamente siccitosa” dell’Indice Spi, che permette di studiare la siccità per diverse scale temporali. Non sorprende, dunque, che per salvaguardare il sistema di approvvigionamento idropotabile del Pesarese, la Regione abbia decretato la limitazione dei prelievi nel bacino del Metauro fino al 15 ottobre. Ed è comprensibile anche il grido d’allarme lanciato da Coldiretti, che parla di «terre secche in tutta la regione». La provincia di Ancona ha visto le piogge in calo del 55% ad aprile e del 65% a maggio rispetto alla media storica del periodo. Risponde Macerata con il 40% in meno di aprile e il 75% in meno di maggio.

Il territorio

Sempre secondo i dati elaborati da Coldiretti, siamo a - 40% anche per la primavera in provincia di Pesaro Urbino e -50% per Fermo e Ascoli. Lo stress idrico ha colpito soprattutto la raccolta dei cereali in corso e sta compromettendo anche quelle autunnali: gli oliveti stanno perdendo foglie e fiori, a rischio anche le vigne. Nel Pesarese le colture maggiormente colpite sono girasole, mais, vite e olivi. In Valmusone e in Vallesina il grano ha subito un calo tra il 10% e il 20%. In provincia di Macerata grano duro, tenero e orzo registrano perdite di produzione tra 20 e 40%, erba medica tra 30 e 50% come i piselli proteici e il favino. 

Le colture

Sotto stress anche la barbabietola e allarme per gli allevamenti. Senza disponibilità idrica, l’erba dei pascoli non ricresce e l’acqua per abbeverare gli animali, già limitata per gli effetti del terremoto che aveva “spento” alcune sorgenti, scarseggia ulteriormente. Nel Fermano le colture più colpite sono quelle girasole, sorgo, mais ed erba medica, mentre nell’Ascolano il calo di produzione tocca viaggia tra il 40% e il 70% a seconda della zona, rispetto allo scorso anno.

Ultimo aggiornamento: 17:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA