Mauro Papalini: «Serve responsabilità e quando un politico si assume un impegno lo deve mantenere»

Giovedì 4 Marzo 2021
Mauro Papalini presidente Confindustria Pesaro Urbino

Presidente Papalini, lei guida gli industriali di Pesaro-Urbino: crede che le Marche siano condannate all’oblio?
«Assolutamente no: abbiamo imprenditori con la schiena dritta, abituati a fare da soli».


Fare da soli, è proprio questo il punto…

«Se le Marche sono tra le regioni più manifatturiere d’Italia è perché dietro ogni saracinesca di un’azienda c’è un imprenditore che investe e che non si arrende nemmeno di fronte a una politica che da anni si disinteressa del sistema industriale. E questa situazione riguarda il sistema Paese e non solo le Marche e come Confindustria continuiamo a chiedere a tutti i governi di occuparsi di politica industriale. Inutilmente».

 


Non può negare, però, che le Marche sembrano essere in fondo alla lista.
«È evidente che paghiamo un isolamento infrastrutturale e immateriale. Va aggiunto che siamo una regione fisicamente piccola, di cerniera tra il Sud che ora è sostenuto da risorse pubbliche che stanno dando risultati e il Nord che dev’essere il nostro punto di riferimento. Forse questo stare a metà non ci ha aiutato».


Cos’altro non ha aiutato?
«Forse la mancanza di relazioni con i palazzi della politica. Sia chiaro: parlo di relazioni e non di processioni con il cappello in mano a chiedere piccole attenzioni».


Come si inverte la rotta? 
«Credo che la differenza la facciano le persone e non i ruoli. Piuttosto preferirei parlare di responsabilità: ne ha parlato anche il Capo dello Stato in occasione del messaggio agli italiani alla fine del 2019 e si guardi dove siamo ancora oggi».


Che vuol dire?
«Che quando un amministratore, che sia esso locale o nazionale, prende un impegno ha l’obbligo di portarlo a termine. Sono dell’idea che è meglio fare e non riuscire, che riuscire a non fare».

 

Ultimo aggiornamento: 10:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA