Mauro Coltorti (commissione Trasporti Senato): «La Regione grande assente, ora il Sanzio rischia»

Mauro Coltorti (commissione Trasporti Senato): «La Regione grande assente, ora il Sanzio rischia»
Mauro Coltorti (commissione Trasporti Senato): «La Regione grande assente, ora il Sanzio rischia»
di Martina Marinangeli
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Martedì 4 Ottobre 2022, 03:00 - Ultimo aggiornamento: 15:23

«In queste partite bisogna fare pressing sul ministero quasi quotidianamente per centrare l’obiettivo. Un compito che spettava alla Regione, ma da parte del governatore Francesco Acquaroli non c’è stato questo tipo di approccio. Ed ora ne paghiamo le conseguenze». Non fa sconti il senatore uscente del Movimento 5 stelle Mauro Coltorti. Per cinque anni alla guida della commissione Lavori pubblici del Senato, è stato co-firmatario dell’emendamento che ha permesso agli aeroporti di Ancona e Trieste di accedere ai finanziamenti per i voli di continuità territoriale. 

 
Futuro a rischio
«Sono passati 10 mesi dall’approvazione della Finanziaria che ha dato l’ok alla misura: è incredibile che siamo ancora a questo punto. Questi soldi avrebbero fatto comodo prima della stagione estiva, così da rilanciare il traffico del Sanzio. Invece, ancora il bando non è stato fatto, le tre rotte non sono state attivate ed i risultati in termini di passeggeri e movimenti sono sotto gli occhi di tutti».

Lo scalo regionale, in effetti, non naviga in buone acque, per usare un eufemismo: piegato da due anni di pandemia ed indebolito da uno scarno bouquet di voli - che si riduce ulteriormente nella stagione invernale - sta arrancando a tal punto che Njord, il fondo anglosvedese che lo gestisce, vuole vendere le sue quote di maggioranza ad ogni costo. «Il futuro dell’aeroporto è a rischio - osserva ancora Coltorti -. È vero che molto probabilmente la misura verrà di nuovo inserita nella Finanziaria 2023, ma nel frattempo si è perso un anno, vitale per il nostro aeroporto. Con la proprietà intenzionata ad andarsene, i ritardi sui voli di continuità potrebbero rappresentare il colpo di grazia».

E la responsabilità, secondo il senatore uscente, «è anche della Regione che non ha saputo svolgere il suo ruolo. Fare pressing negli uffici ministeriali era compito suo, ma il presidente non l’ha mai fatto». E mentre ci si rimpallano le colpe, le Marche restano a guardare esterrefatte per l’ennesimo obiettivo infrastrutturale che non si riesce a centrare. 

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