Mauri dà il via alle danze nel Pd: «Datemi due giorni per capire». Ieri il confronto con Mastrovincenzo e Curti

Sabato 4 Dicembre 2021 di Martina Marinangeli
Mauri dà il via alle danze nel Pd: «Datemi due giorni per capire». Ieri il confronto con Mastrovincenzo e Curti

ANCONA -  Arriva puntuale come un orologio svizzero. Alle 15.30, il taxi preso alla stazione di Ancona lo lascia di fronte al civico 5 di piazza Stamira, sede della segreteria regionale del Pd. Ad attenderlo il battesimo del fuoco, con una serie di incontri che lo terranno occupato fino alle 20.10. Ed è solo il primo tempo, perché questa mattina il copione si ripeterà.

 

Il commissario dem Matteo Mauri, mandato dal Nazareno per riportare la pace nel Pd made in Marche – e per tentare un’ultima volta la strada del congresso unitario – sa bene che il compito assegnatogli non è per niente semplice e, per avere un quadro più preciso della situazione, tra ieri ed oggi un’agenda fitta di appuntamenti lo porterà a confrontarsi con i principali attori in campo. 


Dato il contesto a dir poco delicato, preferisce non fare dichiarazioni prima di avere un’idea chiara di quali siano le dinamiche marchigiane e si limita ad un semplice «Datemi questi due giorni per capire e confrontarmi, poi parlerò». Un riserbo comprensibile, dato che la matassa è intricata ed ogni parola va pesata. Il primo appuntamento di giornata è con il candidato alla segreteria dem Antonio Mastrovincenzo, che anticipa l’arrivo di Mauri di circa 15 minuti. I due parlano per quasi un’ora, durante la quale il consigliere regionale illustra la sua posizione ed il suo progetto.

Fa lo stesso Augusto Curti, che arriva in sede alle 16.30, accompagnato dal suo padrino politico Luciano Agostini, principale sponsor della candidatura dell’ex sindaco di Force alla guida del partito nel dopo-Gostoli. In entrambi i casi, il mandato è lo stesso: bocche cucite sull’incontro, teniamo un profilo basso. Ma si evince che i due competitor per lo scranno più alto del partito sono ancora in campo, ben saldi sulle rispettive posizioni. Se Curti esce dal confronto alle 17.40, Agostini resta dentro per un’altra mezz’ora circa, in un “tu per tu” con Mauri volto a spiegare al commissario romano come funziona il Pd delle Marche. È poi la volta dell’ex governatore Luca Ceriscioli, arrivato alle 18.20, in ritardo sulla tabella di marcia che lo voleva ad Ancona alle 17.30. Prima di entrare, si intrattiene in un veloce scambio di battute con Curti ed Agostini, durante il quale esprime il suo suggerimento: «Io sono per la candidatura unitaria, che è sempre la strada migliore – argomenta il prof – ed è ancora possibile trovare una quadra». 


Ne è sicuro Ceriscioli, nonostante i due agguerriti schieramenti che appoggiano rispettivamente Curti e Mastrovincenzo siano già nell’agone da settimane, cosa che ha esacerbato non poco gli animi. «A Pesaro abbiamo percorso sempre la strada dell’unitarietà – ricorda i precedenti – anche quando si profilava un sanguinoso scontro tra due candidati. Se si ragiona insieme e con lucidità, un accordo si trova».

Magari con una staffetta tra i due competitor, «o un patto generazionale, come era stato fatto a Pesaro». Una cosa è certa, però, secondo l’ex governatore: «Al momento, gli unici che hanno il potere di fare una cosa del genere sono proprio Curti e Mastrovincenzo. Sta a loro decidere». A chiudere il ciclo di incontri di ieri è stata la presidente del comitato congressuale Silvana Amati. Oggi toccherà invece ai consiglieri regionali ed alla sindaca di Ancona Valeria Mancinelli. Su il sipario: il secondo atto può iniziare.

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