Liste d’attesa, parte la rincorsa: in agenda 680 ore in più e un piano da 5 milioni

Liste d attesa, la rincorsa: in agenda 680 ore in più e un piano da 5 milioni
Liste d’attesa, la rincorsa: in agenda 680 ore in più e un piano da 5 milioni
di Martina Marinangeli
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Giovedì 25 Giugno 2020, 04:10

ANCONA -  Prestazioni non urgenti congelate causa Covid e le liste d’attesa si allungano a perdita d’occhio. Una conseguenza dell’emergenza sanitaria che rischia di ingolfare il sistema, nelle Marche come nel resto d’Italia, facendo slittare le visite oltre i tempi stabiliti (per le differibili, entro 30 giorni per le visite ed entro 60 per gli accertamenti diagnostici; per le programmate, entro 120 giorni). Tra maggio e giugno, solo per fare un esempio, l’azienda ospedaliera di Torrette ha dovuto lasciare per strada 45mila prestazioni di radiologia.

Ed anche ora che la situazione non è più emergenziale, si perderà un 30% delle 15mila prestazioni mensili che l’ospedale garantiva nel periodo pre Covid, date le stringenti misure anti contagio che richiedono tempi più lunghi. Per tornare a regime il più in fretta possibile, la Regione sta mettendo in campo una serie di strumenti per recuperare le prestazioni con classe di priorità differita e programmata messe in stand by.

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In un incontro, ieri mattina, tra il governatore Ceriscioli, la dirigente del Servizio salute Di Furia ed i direttori generali delle quattro aziende ospedaliere – Storti per l’Asur, Caporossi per Torrette, Capalbo per Marche Nord e Genga per l’Inrca – è stato predisposto un piano d’attacco che passa per l’allungamento degli orari di vista e diagnostici, una nuova versione dell’app, semplificata, per prenotare le prestazioni (disponibile da fine giugno), un accordo con il personale sanitario per orari di lavoro anche il sabato e, in alcuni casi, la domenica, e l’ampliamento del numero delle farmacie dove sarà possibile prenotare, che da luglio passeranno dalle attuali 20 a 100.
Le mosse in atto
Per ognuna delle aziende ospedaliere, sono state previste prestazioni aggiuntive concordate con i professionisti: un primo passo nella giusta direzione, a cui ne seguiranno altri. Partendo dall’Asur - che comunque a giugno ha già recuperato 10.019 prestazioni sullo stesso periodo relativo a maggio – sono previste 261 ore aggiuntive settimanali, distribuite nelle cinque Aree vaste, e 660 per il potenziamento della specialistica convenzionata. A Torrette, le ore settimanali aggiuntive dovranno essere 135, per un numero di prestazioni settimanali da incrementare di 202 unità. Per l’Inrca, sono previste 181 prestazioni aggiuntive ogni settimana ed a Marche Nord 247. «La Regione investirà 2,7 milioni di fondi specifici per sostenere l’ulteriore impegno del personale della sanità pubblica – fa il punto Ceriscioli – ed altrettante risorse per potenziare gli spazi, le tecnologie e il sistema informatico che dovrà supportare questa nuova riorganizzazione. Dopo la lunga interruzione dovuto ad un’emergenza straordinaria come il Covid, non è facile andare a recuperare, tutto in una volta, le decine di migliaia di visite che sono rimaste sospese. Va quindi sottolineato lo straordinario impegno della sanità pubblica, perché, grazie a un accordo con le quattro Aziende regionali, nel mese di luglio si incrementano le visite con prolungamento orario, per recuperare il prima possibile quello che si è perso in questi mesi di lockdown». Restano però scettici i sindacati che, oltre alle problematiche delineate dalle confederazioni e legate al ruolo dei medici di base ed alla difficoltà di prendere un appuntamento in tempi rapidi al Cup, pongono l’accento sulle tematiche riguardanti il personale che verrà coinvolto nel tentativo di abbattere le liste di attesa tramite l’utilizzo delle prestazioni aggiuntive. «Il personale è reduce da oltre tre mesi di Covid, caratterizzati da carichi di lavoro fisici e psicologici senza precedenti – sottolinea Luca Talevi, segretario generale Fp Cisl –: deve aver garantiti i dovuti riposi e le ferie estive. È necessario quindi un potenziamento degli organici, così come un’accelerazione nelle stabilizzazioni ed una proroga dei contratti a tempo determinato in essere. Le risorse aggiuntive della Regione devono essere previste per migliorare l’accordo delle settimane scorse per premiare i cosiddetti “eroi” della sanità e solo in minima parte per pagare le prestazioni aggiuntive».

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