Letti, personale e reparti: la sanità marchigiana è vicina al collasso. Ecco le situazioni e le criticità provincia per provincia

Domenica 8 Novembre 2020
Letti, personale e reparti: la sanità marchigiana è vicina al collasso

Una situazione difficile, emergenza continua e prospettive non semplici per la sanità marchigiana. Disagi sempre più forti che si avvertono in ogni comprensorio ma guardiamo provincia per provincia le situazioni di maggiori criticità.

 

LA PROVINCIA DI ANCONA

 

Ospedali della provincia di Ancona: crescono le difficoltà per trovare posti per i pazienti Covid, mentre l’attività ordinaria, seppure a rilento, continua ad andare avanti. Torrette ha aperto Covid-4, un reparto al sesto piano dell’ospedale regionale, che consente al momento di drenare l’afflusso al pronto soccorso, dove non si segnalano particolari problemi di accesso. Ieri a mezzogiorno erano 91 i malati Covid ricoverati. In tutto, sono circa 115 le postazioni disponibili. In sofferenza il pronto soccorso dell’Inrca che accoglie anche i pazienti di Osimo. Nei reparti della Montagnola, dove sono 31 i pazienti Covid ricoverati, da giorni le ambulanze vengono bloccate al pronto soccorso per via dell’intasamento. Una situazione che ha creato anche attriti con il 118. A Senigallia la situazione è difficile ma stabile. Ieri la media degli accessi si è attestata intorno a 20 pazienti, pochi rispetto alla media. Nel reparto Covid c’è ancora qualche posto libero mentre giovedì sera un positivo grave è stato trasferito in rianimazione a Jesi. Lo stesso a Fabriano: al Profili di da diversi giorni, sotto il coordinamento del pronto soccorso, è stata aperta un’area chiamata “buffer” che ospita pazienti positivi in attesa di essere trasferiti in strutture Covid. Ieri erano otto in attesa di una sistemazione negli altri ospedali regionali specializzati nella gestione dell’emergenza, il giorno prima erano 10. Infine, all’ospedale di Jesi dell’Area vasta 2, ieri c’erano 15 pazienti Covid positivi in attesa di essere ricoverati, che sono stati momentaneamente sistemati al pronto soccorso mentre si cercava una soluzione. Uno è dovuto rimanere dentro l’ambulanza, ferma per dieci minuti, in attesa di una barella.

  

LA PROVINCIA DI PESARO URBINO 

Colpita al cuore dalla pandemia della scorsa primavera la sanità pesarese, lievemente risparmiata dall’andamento dei contagi in questa seconda fase, evidenzia comunque situazioni di criticità a partire dall’endemica difficoltà di armonizzare l’attività di due presidi, uno a Pesaro e uno a Fano, che compongono l’azienda Marche Nord. Sulla carta il San Salvatore (presidio con le specialistiche) risulta stranamente l’ospedale Covid mentre il Santa Croce è la struttura pulita.

Ma molti temono la commistione che, già durante la prima ondata, ha causato grande confusione. Causa aumento pazienti Covid da giorni è in corso il trasferimento di interi reparti da Pesaro a Fano e il tentativo è di imporre migrazioni ai soli pazienti e non al personale. Per questo a Pesaro si stanno attrezzando tre aree intensive al secondo piano del San Salvatore. Nel dettaglio la Rianimazione 1, la Rianimazione 2 allestita all’ex Utic e la Rianimazione 3 creata nell’ex Cardiologia. Con l’ultimo riassetto non si conosce il numero di posti letto “sporchi” già attivi o da attivare. Del sistema sanitario provinciale fanno parte anche l’ospedale di Urbino e quello di Pergola che dovrebbero restare puliti. Difficile ottenere numeri chiari visto che ordini di servizio costringono al silenzio i professionisti di Marche Nord e dell’Area vasta 1.

 

LA PROVINCIA DI MACERATA 

Palazzina Covid di Malattie infettive a Macerata piena, due moduli da 14 posti ciascuno del Covid hospital di Civitanova quasi sold out. Nella struttura astronave costruita dall’ex capo della Protezione Civile Bertolaso a ieri risultavano disponibili 5 letti. Annunciata l’apertura a breve di altre 28 postazioni. Esauriti da una settimana i letti nella palazzina di Malattie infettive del capoluogo, dove ci sono ricoverati 43 positivi al virus. Dodici i pazienti al pronto soccorso di Macerata, sette si trovano in quello di Civitanova. Rimangono Covid-free per ora gli altri ospedali della Provincia. Sono 85 i pazienti positivi al Covid-19 ricoverati nel Maceratese.

LA PROVINCIA DI FERMO

Il Murri fatica ad arginare la nuova ondata di ricoveri. L’ospedale di Fermo, l’unico della provincia, è in piena riconversione. Ieri, i pazienti positivi erano 61. È stata riaperta la Terapia intensiva Covid, dove ieri c’erano quattro persone. Pieno il reparto di Malattie infettive con 31 pazienti. Venti i ricoverati in Medicina Covid, sei al Pronto soccorso. Riaperta la Rianimazione Covid. Sette posti, più altrettanti di sub-intensiva. Dimezzate le sale operatorie, scese da quattro a due, più quella di urgenza. Se ce ne sarà bisogno, il passaggio successivo, riguarderà l’accorpamento del Dipartimento materno infantile, con Pediatria e Neonatologia che, com’era successo già nella prima ondata, saranno unite a Ostetrica e Ginecologia. Lo scenario peggiore: la riconversione quasi totale dell’ospedale per ottenere 104 posti. Tutti Covid.

LA PROVINCIA DI  ASCOLI

L’Area vasta 5 di Ascoli/San Benedetto è in piena emergenza, anche a causa di croniche carenze sanitarie. A esempio, l’ospedale Mazzoni di Ascoli sconta la mancanza di un reparto di malattie infettive e pertanto sono stati organizzati, in fretta, 16 posti letto nell’ex reparto di malattie infettive, chiuso una decina di anni fa. Il Mazzoni non ha nemmeno una rianimazione a pressione negativa e pertanto tutti i pazienti Covid, gravi, sono ricoverati nella rianimazione di San Benedetto. Terapia intensiva del Madonna del Soccorso che ha però già esaurito i 12 posti letti e sta terminando anche quelli di sub intensiva (8). Per non parlare dei ricoveri di malati Covid meno gravi. Sono stati già esauriti in un paio di giorni i 30 posti letto del reparto di geriatria e ora sta per essere riconvertito anche quello di medicina a San Benedetto (altri 30). Nel frattempo sono stati reperiti altri 30 posti letto nella Rsa di Ripatransone e poi si riconvertirà anche la Rsa di Acquasanta. Il sindaco di San Benedetto Piunti teme che prima o poi tutto l’ospedale Madonna del Soccorso sarà trasformato in Covid hospital, con chiusura dell’attività ambulatoriale e il trasferimento dei reparti al Mazzoni. Come è già accaduto a marzo scorso.

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 09:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA