Marchetti e Pazzaglini (Lega): «La tempesta perfetta. Abbiamo lavorato tanto, questo risultato brucia»

Marchetti e Pazzaglini (Lega): «La tempesta perfetta. Abbiamo lavorato tanto, questo risultato brucia»
di Maria Teresa Bianciardi
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Martedì 27 Settembre 2022, 04:00 - Ultimo aggiornamento: 17:54

Il commissario regionale Riccardo Augusto Marchetti prova a vedere il bicchiere mezzo pieno. «Nel centro Italia e fino all’Emilia Romagna, la Lega Marche è quella che ha ottenuto il risultato migliore», sottolinea il neo eletto deputato, in Parlamento da capolista alla Camera nel plurinominale. Ma è una magra consolazione: lo sa benissimo lui e lo sa perfettamente Matteo Salvini, impotenti davanti all’ineluttabile dato che, nel giro di due anni, il Carroccio anche nelle Marche ha perso una marea di consensi. 

 
Il confronto
Alle Regionali 2020, la Lega era il secondo partito più votato dopo il Pd, con 139.438 preferenze, pari al 22,38%. Dietro, con il 18,66%, c’era Giorgia Meloni. Da ieri gli equilibri sono cambiati, anzi stravolti. I leghisti marchigiani si sono ridotti a meno della metà - 60.380 - e la percentuale è precipitata sotto l’8% (7,92). Impossibile non fare i conti con la realtà. «Abbiamo pagato l’esperienza con il governo Draghi, che non è stata capita dall’elettorato», spiega Marchetti, buttando la palla più in là. Ma promette: «Con la nuova azione di governo nazionale riusciremo a riconquistare i nostri elettori».


Tutto all’improvviso
Il coordinatore regionale in un lungo post su Facebook fa trasparire l’amarezza: «La Lega ci ha sempre messo la faccia e non abbiamo intenzione di trincerarci dietro roboanti frasi di circostanza nel tentativo di nascondere il dispiacere per un risultato che non è certo l’obiettivo per il quale abbiamo lavorato. Ci aspettavamo il 13-14%». Un risultato che brucia: «Inutile nascondere che la scelta di appoggiare il Governo Draghi abbia allontanato molti dei nostri elettori: una decisione sofferta, che abbiamo intrapreso nella convinzione che non scegliere avrebbe dato ad altri l’opportunità di farlo al nostro posto. Ci siamo ritrovati però a governare insieme a chi tentava costantemente di umiliarci e abbiamo capito che porre fine a un’esperienza disastrosa sarebbe stata l’unica occasione per far rinascere il nostro Paese». L’ex senatore Giuliano Pazzaglini, candidato alla Camera nel listino plurinominale, parla invece di una “tempesta perfetta” che si è abbattuta sulla Lega con le evidenti conseguenze in termini di consensi.


Emorragia di consensi
«Parte del nostro elettorato non ha accettato di buon grado la scelta di responsabilità effettuata da Salvini per non lasciare il governo centrale in mano al centrosinistra. Sapevamo che questa decisione avrebbe drenato consensi». Poi è successo di tutto. «Dopo il Covid sono arrivati la guerra - riflette Pazzaglini - ed i rincari che hanno messo in difficoltà famiglie e aziende. Quando si vive un disagio del genere è chiaro che la responsabilità si attribuisce a chi governa». Una tempesta perfetta, appunto, che ha colpito duramente il partito marchigiano. Però, il bicchiere mezzo pieno. «Nelle Marche siamo sempre rimasti nella media nazionale. Sia quando nel 2020 abbiamo conquistato il 22% sia adesso, con il risultato delle Politiche». Da Roma ad Ancona, mentre si fanno i conti per gli eletti al proporzionale, lo sguardo va alla nuova composizione della giunta regionale. Con gli assessori leghisti Mirco Carloni e Giorgia Latini catapultati in Parlamento, si parla delle new entry a Palazzo (Andrea Antonini e Daniela Tisi) con le stesse deleghe degli uscenti. Sui nomi il coordinatore Marchetti non si sbilancia: «Ma le deleghe non cambieranno», precisa. Questione di equilibri.

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