Gli Its e la specializzazione promossa anche da Mario Draghi: nelle Marche quattro sedi

Domenica 21 Febbraio 2021
Gli Its e la specializzazione promossa anche da Mario Draghi: nelle Marche quattro sedi

ANCONA  - È stato uno dei passaggi più inaspettati del discorso del neo incaricato premier Mario Draghi in Senato. Il focus sugli Istituti tecnici superiori (Its) ha sorpreso un po’ tutti perché si tratta di una realtà ancora poco nota in Italia, ma che negli anni ha dato prova della sua validità in un’ottica occupazionale.

 

 

Come ha ricordato lo stesso Presidente del Consiglio, «in Francia ed in Germania, ad esempio, questi istituti sono un pilastro importante del sistema educativo», aggiungendo che «è stato stimato in circa 3 milioni, nel quinquennio 2019-23, il fabbisogno di diplomati di istituti tecnici nell’area digitale e ambientale».


Continua Draghi: «Il Programma nazionale di ripresa e resilienza (il Next Generation Eu, ndr) assegna 1,5 miliardi agli Its, 20 volte il finanziamento di un anno normale pre-pandemia. Senza innovare l’attuale organizzazione di queste scuole, rischiamo che quelle risorse vengano sprecate». Parole che hanno il sapore di una rivincita per questi istituti rimasti finora di nicchia, nonostante siano stati introdotti in Italia già nel 2010. L’assonanza non deve ingannare: non si tratta delle più conosciute scuole secondarie superiori (agrario, geometri, commerciale, per fare qualche esempio), ma di percorsi post-diploma ad alta specializzazione tecnologica, alternativi all’università.


Organizzati su piani di studio biennali, gli Its nascono con l’obiettivo di assicurare l’offerta di tecnici superiori formati a livello post secondario, in relazione a figure che rispondano alla domanda proveniente dal mondo del lavoro, pubblico e privato, in relazione alle aree strategiche per lo sviluppo economico del Paese e della Regione. Nelle Marche, ci sono quattro Its distribuiti sul territorio. Seguendo il dossier della Fondazione Merloni, in primis c’è quello per le Nuove tecnologie per il Made in Italy di Porto Sant’Elpidio, che si articola su due indirizzi, ovvero Tecnico superiore retail e market intelligence, e Tecnico superiore per l’innovazione tecnologica ed organizzativa dei processi di produzione, entrambi nell’ambito del sistema moda-calzature. Istituito nel 2010, ha dato avvio ai corsi nel 2011 e da allora ha visto oltre 150 giovani diplomarsi, l’85% dei quali ha trovato lavoro nel settore di riferimento. Percentuale occupazionale che, mediamente, si ripete anche negli altri Its. Come quello per le Nuove tecnologie per il Made in Italy di Recanati, che forma tecnici superiori in marketing ed internazionalizzazione delle imprese; in innovazione dei processi e prodotti meccanici (Project leader per la nautica); in processo, prodotto, comunicazione e marketing per il settore arredamento; in smart technologies per produrre materiali innovativi; in robotica ed innovazione digitale.


Gli ambiti sono quelli del servizio all’impresa, del sistema della meccanica per le aziende nautiche e del sistema casa per il settore dell’arredamento. «Dalle sue dichiarazioni – osserva Stefano Zannini, presidente dell’Its di Recanati, che ha sedi in altre quattro città marchigiane – ho percepito come la visione di Draghi sia davvero aperta ed europeista. Il percorso di specializzazione è ancora poco conosciuto, ma queste parole ci spingono a fare ancora di più». Anch’esso legato al mondo del manifatturiero è poi l’Its per l’Efficienza energetica di Fabriano, articolata in corsi per formare tecnici per l’approvvigionamento energetico e la costruzione di impianti, e per la gestione e la verifica di sistemi energetici. Chiude l’elenco l’Its di Fano per le Tecnologie innovative per i beni e le attività culturali e del turismo.

 

Ultimo aggiornamento: 15:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA