Il governatore Francesco Acquaroli: «Ora vinciamo molto spesso. Matteo (Ricci) bravo, ma non lo temo»

Il governatore Francesco Acquaroli
Il governatore Francesco Acquaroli
di Martina Marinangeli
3 Minuti di Lettura
Martedì 11 Giugno 2024, 04:35 - Ultimo aggiornamento: 12:05

Francesco Acquaroli fa spola tra Fano e Potenza Picena. Il numero uno di Palazzo Raffaello sotto il vessillo di FdI e leader del centrodestra marchigiano ha più di un risultato da festeggiare. «Sto andando da Luca per un brindisi, poi vado dai miei». Il Luca è Serfilippi, fresco di elezione a sindaco di Fano al primo turno. Quota Lega, ma molto vicino al governatore. I suoi, invece, sono Tartabini&co, che hanno centrato il bis a Potenza Picena, città natale di Acquaroli. L’Ohio delle Marche si è espressa. Un segnale decisamente positivo in vista delle Regionali.

Il centrodestra ha il vento in poppa: avete anche eletto Ciccioli a Strasburgo.

«Si chiama buon governo. Il risultato delle Europee conferma quello delle Regionali del 2020, segno che la coalizione (al 48,5%) ha tenuto».

Quindi le frizioni interne con la Lega sono alle spalle?

«Nessuna frizione. In ogni coalizione c’è sempre un confronto interno, ma siamo compatti. E i risultati lo dimostrano».

Il traino, però, è sempre di FdI. Nelle Marche, come nel resto d’Italia. Qui addirittura il risultato è di 4 punti percentuali in più rispetto alla media nazionale.

«FdI è il primo partito nelle Marche e Giorgia Meloni la più votata in assoluto, ma è la coalizione in generale a crescere, anche rispetto alle Politiche del 2022. E questo a tre anni e mezzo dal nostro insediamento in Regione, con in mezzo un alluvione, una pandemia, due guerre e il rincaro dei prezzi che ha rallentato la ricostruzione post sisma. I marchigiani hanno riconosciuto il lavoro che stiamo facendo».

Si apre già da ora l’orizzonte sulle elezioni regionali: il dem Ricci, recordman marchigiano di preferenze alle Europee, le ha lanciato il guanto di sfida. Lo raccoglie o lo teme?

«Rispetto per tutti, ma non temiamo nessuno. Gli faccio i complimenti: ha realizzato un risultato personale, prendendo nelle Marche tre volte i voti della Schlein, ma il Pd non ha sfondato e si ferma a 25%. Noi andiamo avanti con il buon governo nella regione».

Volendo andare oltre la risposta di circostanza?

«La sua candidatura è un'opzione e una sua volontà. Ma queste sono questioni che riguardano il Pd».

Cambiamo fronte: alle Amministrative si fa notare il ribaltone a Fano. Se lo aspettava?

«Anche qui a vincere è stata la coalizione, con Luca Serfilippi che è un giovane molto preparato: la squadra è forte, sta lavorando bene. Ma sono diversi i comuni in cui per anni ha governato il centrosinistra che ora sono passati al centrodestra: come Monte Urano, che dopo 70 anni ha deciso di cambiare. Anche Recanati al ballottaggio è un ottimo risultato».

Nella sua Potenza Picena vince la continuità: ha temuto che potesse spuntarla Morgoni?

«No. Durante la campagna elettorale tutti parlavano di Potenza Picena e Cingoli, città del vicepresidente della Regione Filippo Saltamartini: nella prima abbiamo vinto con il 58% dei voti; nella seconda con il 65%».

Ascoli ha stracciato tutti, però: Fioravanti è uno dei sindaci più votati d’Italia.

 «Fioravanti è inarrivabile. Un risultato così in un capoluogo non l’avevo mai visto».

© RIPRODUZIONE RISERVATA