La ministra De Micheli promette: «Non solo Fano-Grosseto, un commissario anche per la Orte-Falconara»

Mercoledì 16 Settembre 2020 di Maria Teresa Bianciardi e Andrea Taffi
La ministra De Micheli promette: «Non solo Fano-Grosseto, un commissario anche per la Orte-Falconara»

Ministro Paola De Micheli, il dossier infrastrutture che le ha portato il governatore Ceriscioli è diventato un’inchiesta da 47 puntate e 94 pagine sul Corriere Adriatico: la fotografia di una condizione di arretratezza stratificatasi negli ultimi 30 anni effetto di un mix tra scarso peso politico del territorio, burocrazia lumaca e governi distratti dai potenti di turno. Da dove si riparte?

LEGGI ANCHE:
Due esplosioni, poi le fiamme. La notte di fuoco ha tenuto con il fiato sospeso Ancona. Nube: chiuse scuole, parchi e università. Il Comune. "Uscite solo se indispensabile"

Allarme Covid nel Piceno: paura a scuola per un bimba con la febbre. Positivi un parroco e la titolare di un ristorante: tamponi ai contatti

«Si riparte da una terra che conosco molto bene perché l’ho percorsa in lungo e in largo durante la mia esperienza come commissario al terremoto. Una terra che ho imparato ad amare anche per le tante somiglianze con l’Emilia dalla quale provengo: l’Appennino con le montagne e borghi stupendi, la storia e le tradizioni, il mare e un tessuto economico vivo. Ma la vostra è una terra con tante fragilità che stiamo affrontando. A partire dalla rivincita delle cosiddette aree interne, perché il loro rilancio attraverso misure articolate costruite insieme ai territori è una delle prerogative del mio mandato».
 
Partiamo dalle cose buone: il 40 milioni per il raddoppio del sito di Fincantieri e i soldi per mandare avanti Quadrilatero sono segnali importanti.
«Fincantieri è un pezzo fondamentale di quel tessuto economico di cui accennavo, per questo il Fondo investimenti del Mit finanzia la realizzazione del nuovo piazzale e della nuova banchina per ampliare le aree per la costruzione delle navi. Per quanto riguarda il Quadrilatero abbiamo dato un grande impulso al completamento dell’opera con 2 miliardi di investimento complessivo: di cui uno e mezzo già speso, 380 milioni di interventi in corso e 188 milioni di lavori previsti». 
Al primo posto delle criticità invece va messa la Fano-Grosseto che secondo il Decreto semplificazioni avrà rango di prima fascia: è previsto un commissario, poteri speciali, modello Genova. Che garanzie ci può dare che stavolta si andrà avanti per davvero? 
«La Fano-Grosseto è un’infrastruttura strategica per il collegamento est-ovest, per questo ho deciso di inserirla tra le opere da commissariare sulla base delle norme dello Sblocca Opere aggiornate col Decreto Semplificazioni. Il modello Genova non è ripetibile, ma con le procedure che abbiamo previsto la realizzazione dell’opera sarà accelerata». 
Il senatore Coltorti (M5S) dice che il raddoppio dei binari della Orte-Falconara (cioè la Ancona-Roma) è nel radar ma servono approfondimenti: anche qui, un’altra ferita viva. Serve più tempo oggi di 30 anni fa per arrivare nella capitale. Ci dia qualche buona novità.
«Anche la Orte-Falconara è tra le opere per le quali ho proposto il commissario. La firma di domani (oggi per chi legge, ndr) ad Ancona tra il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, Rete ferroviaria italiana (Rfi), le Regioni Marche e Umbria per un gruppo di lavoro per il potenziamento della direttrice è un passo avanti fondamentale per migliorare il collegamento ferroviario tra la dorsale tirrenica e quella adriatica». 
Un’altra opera attesa da trent’anni è l’uscita dal porto di Ancona: sul primo tratto (interramento lungomare, progetto in fase di Via, stazione appalt Rfi) si è sbilanciato anche il presidente Conte che ha promesso tempi brevi. Il terzo tratto va presto a bando (Variante fino casello Ancona Nord). È il secondo tratto che preoccupa (dal lungomare alla Variante). 
«Il collegamento del cosiddetto “ultimo miglio” con i maggiori porti italiani è una priorità assoluta per rendere più competitivi gli scali marittimi, compreso quello di Ancona. L’avvio dei lavori è in programma nel secondo semestre del 2021 e si procederà per fasi: nella prima è prevista la realizzazione della scogliera di protezione della linea ferroviaria, nella seconda l’interramento dei fondali e nella terza la realizzazione della bretella». 
La velocizzazione della linea Adriatica della ferrovia per Bologna è avviata da Rfi dal 2015. Solo che in Emilia e in Romagna si è fatto tutto, nelle Marche solo a pezzi. 
E ora sono finiti i soldi. Cosa dovrebbe pensare una regione di fronte a questi fatti?

«I lavori che hanno interessato il territorio marchigiano di velocizzazione della linea Adriatica sono stati completati nel 2019, mentre l’attivazione di tutti gli interventi sull’intera tratta da Bologna a Lecce avverrà in fasi successive entro il 2022. Voglio ricordare che il progetto più ambizioso di potenziamento e in parte di arretramento della direttrice ferroviaria adriatica è una delle nostre linee strategiche, tra le priorità del piano di sviluppo nazionale della rete ferroviaria». 
Lei è stata commissario alla ricostruzione, conosce il nostro territorio: il cantiere per far riprendere la Salaria ha una sua peculiarità. Ci sono degli elementi per ridare speranze al territorio flagellato?
«Anche la Salaria è nell’elenco delle opere da commissariare. Sono in corso le attività per il riavvio del cantiere del primo lotto sospeso per le difficoltà economiche della ditta appaltatrice, si sta procedendo alla formalizzazione dell’incarico per la progettazione esecutiva dei lavori di completamento che permetterà di pubblicare la nuova gara».
Il prolungamento della terza corsia non è ancora inserito nel nuovo piano delle opere di Autostrade e qui le Marche fanno mea culpa: ci sono spiragli per poter vedere questa opera nel nuovo piano delle opere del concessionario?
«La convenzione con il concessionario è in corso di aggiornamento e le risorse per la progettazione della terza corsia nel tratto marchigiano dell’A14 sono inserite nel piano finanziario».
Uno studio commissionato dalla fondazione Marche dei presidenti Merloni e Pesaresi - firmato dal professor Cottarelli - sostiene che l’arretramento infrastrutturale è costato alla regione qualcosa come 15 punti di Pil. Nel frattempo sono arrivati il sisma e due aree di crisi complesse. Si rende conto che c’è un problema di tempi?
«Conosco bene quello studio, così come l’esperienza sul terremoto mi ha insegnato i punti di forza e di debolezza delle Marche. Sulla terza corsia si è discusso a lungo. Ora abbiamo deciso e che quando la democrazia decide è più forte. La terza corsia si farà».

Ultimo aggiornamento: 11:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA
Potrebbe interessarti anche