I 30 trattori in marcia dalle Marche a Roma. Arrivati ieri nella Capitale tra gli applausi: «Presidio a oltranza»

I 30 trattori in marcia dalle Marche a Roma. Arrivati ieri nella Capitale tra gli applausi: «Presidio a oltranza»
I 30 trattori in marcia dalle Marche a Roma. Arrivati ieri nella Capitale tra gli applausi: «Presidio a oltranza»
di Nicoletta Pacciarotti
3 Minuti di Lettura
Lunedì 12 Febbraio 2024, 02:40 - Ultimo aggiornamento: 13 Febbraio, 15:26

ANCONA Roma chiama, le Marche rispondono. La protesta dei trattori non si arresta: dopo Civitanova, Piediripa di Macerata, Porto San Giorgio, Osimo, Jesi, Porto d'Ascoli e Pesaro, ora tocca alla Capitale. «Le parole non bastano – tuona Rossano Catinari, titolare di un’azienda agricola a Macerata –. Rimarremo qui fin quando non otterremo risposte concrete». Sono 150 gli agricoltori giunti ieri alle porte di Roma per chiedere un incontro diretto con il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida.

Le voci della protesta

Trenta trattori partiti da Sforzacosta (e arrivati da Macerata, Montelupone, Ancona, Osimo e Fermo) sono entrati nella città eterna intorno alle 12,30 tra gli applausi dei cittadini.

Una marcia di nove ore, terminata in via Nomentana 111 dove il presidio potrebbe durare per giorni. «Lottiamo per la nostra sopravvivenza, ma lo facciamo da soli, perché non ci sentiamo più rappresentati dalle associazioni di categoria. Siamo convinti che insieme si vinca - spiega Catinari -. Abbiamo fatturati in continuo calo, colpa anche delle importazioni selvagge dai paesi esteri: i nostri prodotti non sono più valutati».

Il prezzo di mercato del pane è di circa 5 euro al chilo, mentre la produzione del grano è valutata appena 0,26 centesimi al chilo. «Per via dell’aumento dei costi di produzione, non c’è più guadagno, molti riescono ad andare avanti solo attingendo ai risparmi passati. Serve un regime fiscale più adeguato». Nel mirino degli agricoltori la Pac, Politica agricola comune, approvata dall’Unione europea per il quadriennio 2023-2028. «Farina di insetti? Carne sintetica? Soia modificata geneticamente? Non servono – interviene Angelo Tasso, agricoltore di Montecosaro -. Abbiamo per anni difeso Campagna Amica, il chilometro zero, il basso impatto ambientale ed ora lasciamo incolti i terreni italiani per comprare merci che navigano per giorni in mare?». No dunque ai cibi sintetici. Tra le motivazioni della protesta poi anche le regole troppo stringenti del Green Deal, per la produzione a basso impatto ambientali.

«Non molliamo»

Cantinari non fa sconti: «Siamo ostaggio della burocrazia, ottenere sussidi è diventato impossibile». Ma il settore primario non molla, le Marche si preparano ad un’altra mobilitazione per raggiungere giovedì la manifestazione nazionale al circo Massimo di Roma. «Non ci arrenderemo, vogliamo che venga restituita dignità al nostro lavoro». È l’appello del presidio di via Nomentana.

© RIPRODUZIONE RISERVATA