FdI boom, sfiora il 33%: il Pd torna a crescere. Ricci e Ciccioli in Europa, non accadeva da 20 anni

La Lega evita il sorpasso di FI, cala ancora il M5S. Affluenza, ancora un crollo

FdI boom, sfiora il 33%: il Pd torna a crescere. Ricci e Ciccioli in Europa, non accadeva da 20 anni
FdI boom, sfiora il 33%: il Pd torna a crescere. Ricci e Ciccioli in Europa, non accadeva da 20 anni
di Lolita Falconi
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Martedì 11 Giugno 2024, 01:55 - Ultimo aggiornamento: 12 Giugno, 08:34

ANCONA Uragano Fratelli d’Italia, molto bene anche il Pd, la Lega evita il temuto sorpasso di Forza Italia, flop M5S. Ma non è tutto. La notizia che arriva all’esito del voto per le Europee dalla nostra regione, dopo la notte degli scrutini, è che per la prima volta nella storia saranno due i marchigiani nel Parlamento di Bruxelles: l’ormai ex sindaco di Pesaro Matteo Ricci (51.916 preferenze solo nelle Marche) e il coordinatore regionale di FdI Carlo Ciccioli (25.869 preferenze in regione). Un risultato davvero storico.

 

L’analisi

Il partito di Giorgia Meloni (e soprattutto del governatore Francesco Acquaroli) nel voto europeo fa meglio della media nazionale, arrivando a sfiorare il 33%. Le Marche, uno dei primi laboratori politici del centrodestra a traino FdI, continuano ad essere un fortino di voti per Meloni. Addirittura nelle tre province roccaforti del sud (Macerata-Fermo-Ascoli) il partito si attesta tra il 35 e il 36.

Supera il 38 per cento a Potenza Picena (città del governatore) ma anche in molti altri centri del Fermano e dell’Ascolano. Un record che è un’iniezione di fiducia per il governo regionale, che dal 2020 ad oggi ha praticamente vinto tutti gli appuntamenti elettorali. Acquaroli può quindi iniziare a progettare le Regionali del prossimo anno sapendo di poter contare su una coalizione che si è addirittura rafforzata rispetto al 2020 - l’anno del tramonto del fortino rosso e della volta a destra delle Marche - e su un partito, il suo, che mostra di essere in ottima salute. Oltre che su un appoggio incondizionato della premier.

I democrat

Va molto bene anche il Pd che si attesta al 25,5% ed è il secondo partito nelle Marche. Addirittura primo in provincia di Pesaro dove conquista il 30,22% dei consensi. La segreteria di Chantal Bomprezzi potrà iniziare a lavorare per le Regionali forte di una ritrovata fiducia. Ma avrà bisogno di cercare alleati, visto che a differenza delle Europee che hanno un proporzionale puro, per l’anno prossimo il campo dovrà necessariamente allargarsi.

E qui cominciano i dolori. Il M5S conferma con il voto di ieri il declino già certificato nelle tre precedenti tornate con un travaso inarrestabile di voti verso il Pd. Tradotto in numeri: dal 13,58 del 2022 al 9,68 di ieri: mancano 4 punti percentuali.

Guarda caso i dem crescono di 5 punti. Interessante invece l’affermazione dell’Alleanza Verdi e Sinistra che porta a casa un 5,72%. Messo insieme al quasi 10% dei grillini potrebbero rappresentare per Bomprezzi i due punti fermi alla sua sinistra da cui partire per le alleanze. Calenda con Azione non va oltre il 3,31, più degli Stati uniti d’Europa di Renzi-Bonino (2,84%) e di Pace Terra e dignità (2,79%). Gli altri tutti sotto la soglia dell’un per cento.

Il duello

L’altro aspetto da esaminare è il duello tra Lega e Forza Italia per il secondo posto nella coalizione che si risolve, nelle Marche diversamente rispetto a quanto avvenuto a livello nazionale, a favore del Carroccio che evita il sorpasso degli azzurri e si riprende un punto in più rispetto alle Politiche del 2022. In compenso anche Forza Italia guadagna qualche millesimale e può sorridere. Diciamo che il risultato della Lega che si attesta all’8,19% è un disco verde alla prosecuzione della navigazione per la segreteria di Giorgia Latini. Che infatti ringrazia l'onorevole Mirco Carloni per il «grande risultato».

Proprio nella Fano di Carloni, terza città delle Marche per abitanti, la Lega al 16,2% con alcuni seggi della provincia al 30% registra una delle migliori performance del centro Italia. Da segnalare il trionfo dei sindaci dem. Dario Nardella e il pesarese Matteo Ricci che hanno catalizzato centinaia di migliaia di preferenze trascinando il Pd di Elly Schlein. Infine la tornata elettorale di domenica restituisce, anche nelle Marche, la fotografia di una politica sempre più polarizzata sui leader e sui partiti principali. Con un’affluenza ai minimi (54,56%) anche se migliore della media nazionale.

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