Per comprare l'aeroporto Sanzio due gruppi d’interesse già in rampa di lancio: ecco la situazione

Per comprare l'aeroporto Sanzio due gruppi d interesse già in rampa di lancio: ecco la situazione
Per comprare l'aeroporto Sanzio due gruppi d’interesse già in rampa di lancio: ecco la situazione
di Maria Cristina Benedetti
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Venerdì 2 Settembre 2022, 06:10

ANCONA  - Le prove tecniche di ripartenza suggeriscono strategie di vendita. Con due gruppi d’interesse, rigorosamente italiani, già posizionati in rampa di lancio che puntano dritto sull’aeroporto di Falconara: uno veneto, con base a Verona, l’altro formato dalla classica e discreta cordata d’imprenditori marchigiani. Potrebbe essere sufficiente leggere in filigrana la sequenza della cronaca di ieri per dedurre la mossa che sarebbe sottesa alla cessione.

 

L’incontro
Al “Sanzio”, in un quarto d’ora o poco più, si consuma il cambio della guardia tra amministratori delegati. Alexander D’Orsogna è il volto nuovo dell’International Airport di Ancona: arriva qui per sostituire Carmine Bassetti. Per il doppio rito, d’addio e benvenuto insieme, sono schierati i vertici del fondo di investimenti, che gestisce lo scalo dorico: gli inglesi della Njord Partners. Chi entra in scena è stato, fino allo scorso marzo, il direttore commerciale delle quattro basi aeree pugliesi: Bari, Brindisi, Foggia e Taranto-Grottaglie. È considerato, quel 47enne d’origini newyorchesi, un asso nel trovare nuove rotte. Tradotto: comprarle. Pura linfa per rimettere in sesto quella che molti considerano «una cattedrale nel deserto», per via del suo essere scollegata da porto e stazione, o peggio ancora una struttura che «alla voce ricavi ha solo i parcheggi».

Un’ossatura futuristica di vetro e acciaio, organizzata in arrivi e partenze, piegata da destinazioni sparite dai radar, come Roma e Milano, che si alimenta dei 25 milioni messi dalla Regione e dei 15 garantiti da Njor. Il piano di risanamento, approvato dall’Unione europea, si sarebbe dovuto portare a termine entro fine 2022. Niente da fare: è stato costretto ai nastri di partenza dall’incedere del Covid, che ha messo in ginocchio il settore e il nuovo corso del Sanzio. Sempre ad assecondare il bandolo dei “si dice”, seguono nell’ordine: «gli inglesi hanno fretta di vendere»; «Bassetti aveva individuato un acquirente, ma Njord vuole gestire in autonomia la partita»; «non è un affare, è un vuoto a perdere». 


Le ipotesi 
I tre elementi di discussione, apparentemente scollegati tra loro, in realtà un denominatore comune potrebbero vantarlo. Della serie: chi compra dovrebbe avere un interesse strategico più forte di un tornaconto economico. Una base logistica potrebbe valere ben più di un pacchetto di nuove tratte, di certo da non disdegnare. Mai. Un teorema che offre spunti di riflessione: una società vicina ad Amazon, il colosso statunitense del commercio elettronico interessato ancora ad allargarsi all’interporto di Jesi, potrebbe essere tentata dal legare a doppio filo le due infrastrutture. Il che rimanda al tema di Msc Crociere, con prossima base operativa ad Ancona, che procede in cordata con Lufthansa per assicurarsi la maggioranza di Ita, l’ex compagnia di bandiera. Un tentativo, non riuscito, che molto probabilmente era legato alla sorte degli scali minori. I tedeschi sul Sanzio già ci puntano, la compagnia di navigazione con sede a Ginevra nella Dorica attracca da tempo. Ora che il macro affare è sfumato chissà che la micro-occasione non resti in agenda. Le prove tecniche di ripartenza sono già strategie di vendita. 

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