Fabriano-Pergola con il treno e si ripensa ai binari in porto: presentato il percorso che domenica sarà riattivato con un convoglio d’epoca

Giovedì 23 Settembre 2021 di Martina Marinangeli
Fabriano-Pergola con il treno e si ripensa ai binari in porto: presentato il percorso che domenica sarà riattivato con un convoglio d epoca

ANCONA  - L’auspicio è che, nel futuro prossimo, diventi parte integrante del trasporto pubblico locale, con corse regolari dalla vocazione turistica e non solo. Nel frattempo, sono stati programmati tre viaggi – quello inaugurale domenica 26, con altre due date calendarizzate per il 3 ed il 24 ottobre – dal sapore vintage. Sarà infatti un treno d’epoca a percorrere i 31,6 chilometri della tratta Fabriano-Pergola, riattivata dopo uno stop di otto anni (fu interrotta nel 2013 a causa di una frana) per consentire anche un collegamento con Ancona. 

 


Gli operai di Rfi sono ancora a lavoro per garantire che, al taglio del nastro di domenica a Fabriano, tutto fili liscio: l’iter per riaprire il percorso è partito a giugno e, per ora, le opere di ripristino hanno riguardato in particolare l’infrastruttura – con controlli dei ponti, sfalcio della vegetazione, attivazione delle fermate, verifica della sicurezza dell’armamento ferroviario -, per un costo di 3-4 milioni di euro. Ma nel breve periodo Rfi ha previsto anche ammodernamenti da 12-14 milioni di euro che riguarderanno la tecnologia, e l’automatizzazione dei passaggi a livello, al momento sono presenziati da operatori.

Tasselli necessari per poter garantire corse più frequenti. «La riapertura della Ferrovia Subappennina Italica – ha spiegato ieri l’assessore alle Infrastrutture Francesco Baldelli, affiancato dal direttore operativo infrastrutture territoriale di Rfi, Nicola D’Alessandro, e dal direttore generale della Fondazione Fs, Luigi Cantamessa –, è un simbolo concreto che si inserisce nella visione complessiva della Regione sulle infrastrutture. Una regione che vuole essere sempre più interconnessa e intermodale, puntando al raddoppio della Orte–Falconara e sulla collaborazione con i colleghi della dorsale Adriatica, dall’Emilia Romagna alla Puglia, per l’alta velocità, connettendo le grandi reti alle linee dei territori interni, per avvicinare costa ed entroterra». 


Nei “desiderata” dell’assessore, ci sarebbe anche la riattivazione di un altro tratto ferroviario dismesso, quello che corre lungo i binari all’interno del porto dorico. La stazione di Ancona Marittima è stata chiusa nel dicembre 2015 non senza polemiche e la Regione sta valutando l’ipotesi di riattivarla, ponendosi in antitesi rispetto all’amministrazione del Comune dorico, che dell’operazione teme l’impatto, sul traffico cittadino e sull’operatività del porto, legato ai tempi di attesa ai passaggi a livello. «Appena verrà nominato il nuovo presidente dell’autorità portuale, metteremo sul tavolo la questione – fa sapere Baldelli – e, anche insieme ad Rfi, vorremmo studiare soluzioni che permettano il collegamento con lo scalo, eliminando le interferenze legate alle attività portuali».

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