Dall’ex Assam al “San Polo”, ecco le 43 proprietà che la Regione non riesce ancora a vendere

Domenica 17 Gennaio 2021 di Martina Marinangeli
L'ex hotel Marche di Tolentino

ANCONA -  La Regione passa in rassegna le sue proprietà immobiliari per cercare di vendere qualcosa e fare cassa. Periodicamente, la giunta porta avanti una ricognizione dei beni a sua disposizione per stilare un elenco delle alienazioni – quella targata Acquaroli l’ha fatto con 1650 del 30 dicembre – ma, di anno in anno, gli edifici che restano sul groppone di Palazzo Raffaello sono sempre più o meno gli stessi.

 

Felice eccezione, il complesso dell’ex Hotel Marche di Tolentino, venduto al Comune con un accordo di programma sottoscritto dai due Enti lo scorso 30 luglio, per la cifra di 656.292 euro da pagare in due tranche. Verso il lieto fine anche la triste storia dell’ex Palazzo del Mutilato, gioiello di architettura fascista nel pieno centro di Ancona, un tempo sede del Consiglio regionale, poi lasciato in stato di abbandono per oltre un decennio.


Nel dicembre 2019 è stato sottoscritto con l’Asur un accordo di permuta immobiliare. Tradotto: l’Azienda sanitaria sposterà gli uffici di via Oberdan negli spazi dell’immobile di corso Stamira e, come contropartita, si impegna a concedere gratuitamente alla Regione due padiglioni dell’area ex Crass in viale Cristoforo Colombo (principalmente per gli uffici Assam). Uno scambio a costo zero insomma, senza conguagli in denaro perché i due immobili vengono considerati convenzionalmente di pari valore. L’iter è ancora in corso ma, salvo imprevisti dell’ultima ora, non dovrebbero esserci problemi.

Meno fortunata la situazione per un altro immobile della provincia di Ancona, l’ex sede Assam, in totale stato di degrado da tempo immemore e che ha già visto andare deserte diverse aste per la vendita. Per tale motivo, è stato ritenuto opportuno avviare le procedure finalizzate ad una «variante delle destinazione urbanistica del bene che consenta una migliore appetibilità sul mercato immobiliare, poiché l’unica destinazione possibile, allo stato attuale, è quella di uffici pubblici. Il valore stimato dagli uffici regionali si assesta sui 900.830 euro. A Fossombrone, in provincia di Pesaro, il complesso immobiliare denominato «San Polo», pur restando fermo il rapporto locativo in corso (in scadenza nel 2031), può essere destinato immediatamente alla vendita. Il bene necessita di sistemazioni catastali ed il valore totale dell’intero complesso è stimato in circa 435 mila euro.


Tre strutture destinate all’alienazione si trovano poi in Comuni oltre i confini marchigiani, anche se comunque di proprietà della nostra Regione. Tra queste, l’Azienda agricola zootecnica Altava1marecchia ed altri terreni e fabbricati ex Esam, dislocata tra i comuni di Novafeltria, Sant’Agata Feltria, Sogliano al Rubicone e Mercato Saraceno, con un valore stimato in 1,9 milioni di euro circa. Pratiche, queste, tra color che son sospesi da ormai diversi anni e le possibilità di riuscire a chiudere una vendita sembrano inversamente proporzionali al numero di anni in cui sono state iscritte nell’elenco delle alienazioni.


Sono 43 in totale i beni immobili alienabili assegnati al patrimonio disponibile della Regione, di cui 13 in provincia di Ancona, due in quelle di Ascoli e di Fermo, 12 nel Maceratese e 11 nel Pesarese, oltre ai tre fuori Regione (tra le province di Rimini e Forlì-Cesena). Ci sono poi gli ex alloggi di servizio del Corpo Forestale dello Stato, ad Urbino, in transito dal patrimonio disponibile a quello indisponibile poiché, spiega la delibera, «la porzione di fabbricato è interessata da una concessione gratuita a favore del Corpo».

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