Nodo-Covid: vaccinato solo un bambino su 5. Al Salesi posti Covid esauriti per l’ondata di casi pediatrici

Nodo-Covid: vaccinato solo un bambino su 5. Al Salesi posti Covid esauriti per l ondata di casi pediatrici
Nodo-Covid: vaccinato solo un bambino su 5. Al Salesi posti Covid esauriti per l’ondata di casi pediatrici
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Lunedì 18 Luglio 2022, 07:50

ANCONA - Solo un bambino marchigiano su 5 ha completato il ciclo vaccinale anti-Covid con doppia dose, a cui si somma un risicato 2% che ha fatto almeno la prima iniezione. Il dato sulle vaccinazioni pediatriche rilevato dall’ultimo report della Fondazione Gimbe segnala un netto ritardo della nostra regione nella fascia 5-11 anni rispetto alla media italiana, che è al 35%, più un 3,3% con prima dose. 

Anche i report dell’Osservatorio epidemiologico regionale segnalano che c’è ancora da lavorare molto per proteggere bambini e ragazzini dal Covid. I dati aggiornati a venerdì scorso, che si riferiscono alla classe d’età 0-15 anni (più ampia dunque di quella soltanto pediatrica) segnalano la somministrazione di 63.350 prime dosi, 55.249 seconde e 13.125 iniezioni di booster, il primo richiamo avviato nelle Marche da fine dicembre nella fascia 12-15 anni per i soggetti fragili a rischio potenziale di forme gravi di Covid-19.


La nostra regione soffre storicamente un ritardo nelle campagne di immunizzazione dei bambini, come indicato anche nei monitoraggi Lea (il sistema di garanzia varato dalla Conferenza Stato-Regioni) che segnalano una bassa adesione alla vaccinazione in fascia pediatrica nelle Marche, con un’elusione media relativamente alta in tutta la Regione e in particolare nella provincia di Pesaro Urbino. Nella provincia più nord (351.993 residenti) complessivamente sono state somministrate 30.056 dosi nella fascia 0-15 anni, in quella di Ancona (461 745 abitanti) quasi 50mila.


Senza difese
Nel complesso quasi l’80% dei marchigiani in età pediatrica, tolti quelli che si sono infettati negli ultimi 120 giorni e dunque godono di una protezione immunitaria temporanea, sono scoperti da qualsiasi difesa contro Sars-Cov-2 e le sue varianti. E non a caso siamo in presenza di una vera e propria ondata pediatrica di casi Covid, con aumenti rilevanti rispetto ai picchi delle fasi precedenti, come fa notare la dottoressa Elisabetta Fabiani, responsabile del Pronto Soccorso dell’ospedale Salesi di Ancona. Le varianti Omicron 4 e 5 del Sars-Cov-2, ormai prevalenti al 95% dei casi nelle Marche, stanno colpendo la fascia tra 0 e 15 anni. «Da metà giugno abbiamo notato un incremento di casi positivi e attualmente ne registriamo una media di 6-7 al giorno, sono numeri abbondantemente raddoppiati rispetto all’inverno scorso, quando gli accessi giornalieri per Covid, tra dicembre e marzo, erano in media di 3 al giorno». 


L’effetto Omicron
Le varianti Omicron 4 e 5, ormai prevalenti al 95% dei casi nelle Marche, provocano una sintomatologia diversa rispetto alle precedenti varianti: i sintomi, da quel che si nota al pronto soccorso del Salesi, sono per lo più gastrointestinali, come vomito e dissenteria, mentre nei mesi precedenti arrivavano bambini soprattutto con febbre alta, tosse e sintomatologia respiratoria. «Per fortuna, la sintomatologia non è critica e all’aumento dei contagi non corrisponde un’impennata nei ricoveri - spiega la dottoressa Fabiani -. Tuttavia, l’area Covid del Salesi al momento è piena, con sei pazienti su sei posti letto disponibili. In caso di necessità, dovremo aprire un’altra ala del reparto, con 5 posti in più su due stanze. I ricoveri non sono gravi e per lo più sono legati a disidratazione, febbre molto alta e gastroenteriti».


Il trend attuale è spinto dall’estrema contagiosità di Omicron 5 e dal fatto che inevitabilmente i bambini tendono a rispettare ancora meno degli adulti le misure anti-contagio, come indossare le mascherine o mantenere il distanziamento. Ma pesano anche i numeri ridotti delle vaccinazioni in età pediatrica. «Sono sempre stata una sostenitrice della vaccinazione nella fascia pediatrica - è l’appello della dottoressa Fabiani - e penso che, nell’attesa che arrivino i sieri tarati sulle nuove varianti, dovremmo procedere con quelli che abbiamo, che comunque garantiscono una copertura». 

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