Il primo giorno al voto più di 4 marchigiani su 10. Oggi le urne sono aperte fino alle 15, poi lo scrutinio in diretta

Lunedì 21 Settembre 2020 di Maria Teresa Bianciardi
ANCONA - La grande incognita, in queste elezioni segnate dall’incubo Coronavirus, era proprio l’affluenza. Che nelle Marche al termine del primo giorno di voto si è mantenuta bassa, ma più o meno in linea con le elezioni di cinque anni fa, quando però il rischio Covid non si sapeva nemmeno cosa fosse e soprattutto l’Election day era concentrato solo nell’ultima domenica di maggio. Così la speranza di superare il 49,78% di votanti del 2015 è riposta nelle ultime otto ore che separano i marchigiani dalla chiusura dei seggi, fissata alle 15 di questo pomeriggio. Nonostante oggi sia un giorno lavorativo e cercando di ignorare il fattore meteo che potrebbe frenare gli elettori ad uscire di casa. Variabili di non poco conto per questa tornata elettorale già resa difficile dall’emergenza sanitaria.

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Le percentuali
Comunque alle 23 di ieri la percentuale dei votanti è stata di 42,34 (1.170 sezioni su 1.576) , con il Pesarese sempre avanti rispetto le altre circoscrizioni con oltre il 44% degli elettori che hanno esercitato il diritto di voto. A mezzogiorno, invece, per le Regionali l’affluenza si è fermata al 13,42% in tutto il territorio: il dato più alto, 14,59%, in provincia di Pesaro Urbino, seguito da quella di Ancona, 14%, Fermo 12,78%, Macerata 12,41%, Ascoli Piceno 12,32%. Nelle scorse elezioni per eleggere il governatore delle Marche, alla stessa ora, era stato registrato il 13,04% di votanti, addirittura di poco inferiore a quello attuale. E alle 19 di ieri un marchigiano su tre aveva già votato. L’Ufficio elettorale della Regione ha registrato un’affluenza pari al 32,97% (34,18% nel 2015). Il dato più alto si è avuto nella circoscrizione di Pesaro Urbino (35,61%), a cui segue Ancona (33,76%), Fermo (32,43%), Macerata (31,18%) e Ascoli Piceno (30,12%). Nelle Marche sono chiamate al voto 1.310.843 persone che devono eleggere il decimo presidente della Regione e 30 consiglieri regionali tra i 510 aspiranti delle 18 liste che appoggiano gli otto candidati governatori. La circoscrizione di Ancona elegge 9 consiglieri, quella di Pesaro 7, Macerata 6, Fermo 4, Ascoli Piceno 4, secondo quanto previsto dalla legge elettorale delle Marche. Non è ammesso il voto disgiunto: sono infatti nulli i voti espressi a favore di una lista provinciale e di un candidato presidente collegato ad una coalizione di cui quella lista non fa parte. 

La composizione
Al termine dello spoglio delle schede (che avverrà subito dopo quello del referendum), viene eletto presidente chi prende più voti, dal momento che si tratta di una elezione a turno a unico, senza ballottaggio. Ma entra in Consiglio regionale anche il miglior perdente, cioè il candidato presidente della coalizione che ha preso la seconda cifra elettorale. Non sono ammesse all’assegnazione dei seggi in Consiglio regionale le coalizioni che abbiano ottenuto meno del 5% del totale dei voti validi riportati dalle coalizioni regionali, a meno che siano composte da almeno un gruppo di liste che ha ottenuto più del 3% del totale dei voti validi espressi a favore delle liste. 

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