Parte la resa dei conti nel Pd dopo la debacle: Ricci blinda Gostoli, Morani: «Tutti responsabili»

Giovedì 24 Settembre 2020 di Andrea Taffi
Parte la resa dei conti nel Pd dopo la debacle: Ricci blinda Gostoli, Morani: «Tutti responsabili»

ANCONA - Se bastasse per essere considerato un punto di partenza sarebbe già molto: Luca Ceriscioli e Valeria Mancinelli concordano su un punto. «La sconfitta non è un problema solo delle Marche ma di tutto il Pd nazionale».

LEGGI ANCHE:
Toto giunta: parte il valzer per i sei posti da assessore. E tutti vogliono la sanità

Due bimbi positivi al Covid alle elementari: in isolamento 37 alunni e 8 docenti in due plessi

La concordanza di due figure di peso nel Pd delle Marche ovviamente non apre la caccia al male oscuro e non alleggerisce la cappa del day after su piazza Stamira. Diciamo che in questo momento è un allineamento da registrare mentre la linea ufficiale data dal segretario Gostoli è rimandare le riflessioni al dopo ballottaggi.
 
Di sicuro c’è il capitolo Senigallia da completare: tutto porterebbe a pensare a una strada in discesa ma dopo la pesante sconfitta alle Regionali e la caporetto di Macerata, persa al primo turno, meglio non dare niente per scontato. 
I temi dell’analisi
In attesa della resa dei conti in direzione i temi dell’analisi sono comunque già sul tavolo. La Mancinelli con il post di martedì sera di scuse a Mangialardi ne ha posti due: radicamento sul territorio e capacità del candidato di raccogliere consenso anche fuori dall’alveo naturale del centrosinistra. Il suo alter ego, l’assessore al Porto Ida Simonella ha scritto, sempre sui social, che in questa tornata elettorale i candidati «per certi versi eterodossi» hanno funzionato meglio. E la critica più aspra è stata che l’idea dell’ex rettore Longhi avrebbe potuto puntare in quella direzione. Ma questa è la terra del senno del poi che una parte dei colletti bianchi del partito sta evitando accuratamente meglio se restando lontano dai social. 
Un altra domanda importante
Non è comunque, evidentemente, l’ora del silenzio: tanto è l’imbarazzo che aleggia sulla prima sconfitta del centrosinistra da 25 anni a questa parte e sul fatto che il centrodestra sale al potere per la prima volta in 50 anni di Regione Marche. Un altro interrogativo importante gravita intorno alla posizione del Pd di Pesaro, il gruppo dirigente di maggiore peso all’interno dei dem. L’ex governatore uscente Ceriscioli ieri ha chiaramente detto che porre la «questione del segretario non è il modo corretto per affrontare la questione. Anzi, è esattamente il modo più sbrigativo per lavarsene le mani e restare lontano dall’impegno politico. Il concetto, con altre parole, è stato ribadito dal sindaco di Pesaro, Ricci che già martedì mattina aveva espresso una linea e ieri è ritornato sul tema con dovizia di particolari. «La sconfitta non è di Gostoli né di Mangialardi - ha detto -. Si vince e si perde insieme. Piuttosto a Giovanni e Maurizio va riconosciuto il fortissimo impegno profuso per tenere unito il Pd, impegno complicatissimo che hanno assolto entrambi con un lavoro certosino di ricucitura. Senza questo risultato non saremmo stati in grado nemmeno di fare la campagna elettorale». 
Guardare avanti
La Caporetto di Macerata dunque non scalfisce l’idea del sindaco di Pesaro che insiste sui contenuti lasciando in secondo piano il segretario («Gostoli non si tocca»). Sanità e scuola pubblica sono i temi chiave per Ricci: «Nel momento in cui la narrazione del Pd nazionale dovrà passare dal tempo della responsabilità a quello dell’azione, puntare su sanità pubblica e scuola pubblica sarà fondamentale anche nell’ottica di una ricucitura tra i territori». Di riflessione in riflessione, anche il vice segretario Alessandrini tiene l’argine: «Il momento che stiamo affrontando è senz’altro difficile, avremo tutto il tempo e il modo di riflettere e di affrontare il necessario chiarimento, al quale mi auguro partecipino anche coloro che, pur essendo stati molto “parchi” nell’aiutarci, non hanno mancato di esternare a spoglio ancora in corso le loro critiche. Il Partito Democratico non è una lista o un movimento che nascono per una elezione e si eclissano per una sconfitta, siamo il partito dell’impegno costante e coerente, delle certezze, sempre nell’interesse dei più deboli! Abbiamo la forza morale e gli uomini da cui ripartire». Richiamo alla responsabilità invece da Alessia Morani, sottosegretario al Mise: «Occorrerà una riflessione profonda, serena e obiettiva. Credo che ci sia un caso Marche che richiama tutti, nessuno escluso, alla responsabilità». 
Lo schema consueto
In tema di responsabilità Antonio Mastrovincenzo ieri non è andato per il sottile: «Il Pd ha mancato il ruolo di guida della coalizione - ha detto ad Anconatoday.it - , che consisteva nel tessere rapporti e guardare oltre gli steccati di partito. Io credo che abbiano prevalso interessi individuali. Il futuro? Il Pd si deve rigenerare completamente, qualcuno dovrà fare un passo indietro a tutti i livelli, mettendo da parte i personalismi».

© RIPRODUZIONE RISERVATA