Pd, circoli schierati con Sturani, Bora e Mastrovincenzo. Flop di Lodolini, cresce l'imbarazzo

Lunedì 29 Giugno 2020 di Martina Marinangeli
Fabio Sturani

ANCONA  - Se il buongiorno si vede dal mattino, la definizione delle candidature Dem nella provincia dorica non sarà certo una passeggiata. La battaglia più sanguinosa si profila nel capoluogo, dove si sta già consumando uno psicodramma interno. Il nome sponsorizzato dalla sindaca di Ancona Valeria Mancinelli, quello dell’ex deputato Emanuele Lodoloni, ha fatto flop nelle consultazioni dei circoli, dove ad affermarsi con forza è stato invece l’ex primo cittadino Fabio Sturani, negli ultimi cinque anni responsabile della segreteria del governatore Ceriscioli. 

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Il protégée di Mancinelli non passa ad Ancona – né nella Falconara dove risiede –, ma va forte nella Vallesina e l’ipotesi è quella di affiancarlo alla consigliera comunale dorica Mirella Giangiacomi, in un ticket “anti-Sturani” che rispetta pure la clausola della parità di genere

Da regolamento interno, infatti, non possono essere in lista un uomo ed una donna della stessa città, se questa supera i 15mila abitanti, ma dopo il risultato nei circoli, difficilmente si potrà fare uno sgambetto di questo tipo alla candidatura di Sturani. Oltre ai duellanti che si sfidano nel capoluogo, nella rosa di nomi che andranno a comporre le nove candidature di lista  cinque uomini e quattro donne spiccano anche quelli degli uscenti Manuela Bora ed Antonio Mastrovincenzo, la prima con un bacino di voti non indifferente tra Jesino e Monte San Vito, ed un buon apprezzamento anche ad Ancona; il secondo acclamato con un plebiscito dal circolo falconarese. 

Un nome che ha iniziato a prendere quota è poi quello della vicesindaca di Sassoferrato Lorena Varani, che dopo il no iniziale, ci starebbe pensando: la sua candidatura andrebbe a rappresentare l’entroterra. C’è poi Mauro Pellegrini, assessore di Osimo, ed il borsino dà in ascesa anche le quote di Giorgia Fabri, assessora a Corinaldo, uscita tra le preferenze nel circolo di Marzocca, e Francesca Gregorini, ex vicesindaca di Trecastelli. Allargando il perimetro al resto della coalizione, la situazione si fa più nebulosa.

Le riflessioni sono ancora in corso e c’è fermento per la creazione di un polo che possa essere competitivo anche rispetto alla casa madre Dem. Si tratta del listone su cui stanno ragionando Socialisti, Italia Viva ed Azione, da allargare al mondo del civismo: tra domani e mercoledì, i rappresentanti dei tre partiti si incontreranno per valutare se sia il caso di correre insieme in tutte le province. In quella anconetana, possono portare in dote un nome forte come quello dell’assessore uscente Moreno Pieroni (quota Psi), che però non ha ancora deciso se ricandidarsi o correre da sindaco nella sua Loreto (scioglierà la riserva entro la fine della settimana), mentre da Azione, circola l’ipotesi Tommaso Fagioli, consigliere comunale di Ancona.

È invece già nata la lista Rinasci Marche, che raggruppa Verdi, +Europa e civici di Bianchini. Sicuramente della partita sarà Mattia Morbidoni, coordinatore regionale del partito di Emma Bonino. Discorso a parte per il consigliere comunale dorico Diego Urbisaglia, candidato indipendente dei Verdi, che dopo 15 anni nell’ente cittadino sta accarezzando l’idea di salire di grado, ma non con il partito del sole che ride perché non convinto dall’operazione messa in campo nel creare la lista. Incognita anche per Articolo 1, dove il nome più forte è quello del capogruppo in Consiglio regionale Gianluca Busilacchi, che però non sembra intenzionato a ricandidarsi. Scioglierà definitivamente la riserva dopo l’incontro in settimana con il ministro Speranza.

Ultimo aggiornamento: 11:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA