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Quote rosa: Manzi vs Morani nel Pd. Ne resterà solo una. E spunta anche l'ipotesi Boldrini

Laura Boldrini
Laura Boldrini
4 Minuti di Lettura
Sabato 13 Agosto 2022, 03:05 - Ultimo aggiornamento: 14 Agosto, 09:35

ANCONA -  La deadline di Pd e soci è stata fissata per domani, quando la segreteria nazionale dem ufficializzerà in via definitiva le liste dei candidati alle Politiche del 25 settembre. Poi si potrà partire con una campagna elettorale tutta in salita. Il centrodestra, invece, forte dei sondaggi che lo danno con il vento in poppa, si prende più tempo ed i rispettivi partiti dell’alleanza definiranno il quadro la prossima settimana: in particolare, Fratelli d’Italia, con ogni probabilità, lo farà mercoledì; la Lega tra venerdì e sabato. Una decisione al fotofinish insomma.

Ma paradossalmente, il quadro più nebuloso lo restituisce il centrosinistra, che con il passare dei giorni, aumenta anziché diminuire gli schemi da calare su collegi uninominali e listini del proporzionale. Ieri c’è stata una call tra il commissario regionale del Pd Alberto Losacco e la federazione di Pesaro per fare una scelta definitiva sul collegio da cedere agli alleati. E si è deciso di non decidere, rinviando ad oggi il responso. In lizza ci sono l’uninominale alla Camera di Pesaro e quello di Marche nord al Senato. Questa seconda casella è proprio la richiesta avanzata dai Verdi, che potrebbe a questo punto anche essere soddisfatta.

Il partito del sole che ride la dà quasi per fatta, ma in casa dem invitano alla prudenza. Peserà molto il voto del sindaco di Pesaro Matteo Ricci, che si sarebbe già detto pronto a sostenere il candidato degli alleati nel caso venisse ceduto il collegio alla Camera. Ma anche quello della collega di Ancona Valeria Mancinelli, a cui un candidato dei Verdi non sarebbe particolarmente gradito dati gli scontri consumati sull’area marina protetta nel capoluogo.


Il duello
Ma il rebus più intricato è quello nei plurinominali, dove gli incastri tra uomo e donna per il rispetto della parità di genere stanno mettendo in difficoltà nomi dati fino a qualche giorno fa quasi per certi. Ed in questi casi, a decidere tra la vita e la morte elettorale è il peso delle varie correnti interne al Pd. Posto che una delle certezze è Losacco capolista (probabilmente al Senato, ma non è escluso uno spostamento alla Camera se questo aiutasse a chiudere la partita), si potrebbe profilare una sfida tra le quote rosa Alessia Morani ed Irene Manzi.

Volendo, una potrebbe essere capolista e l’altra seconda dopo Losacco, ma qui entrano in gioco altri due nomi (questa volta quote azzurre) con buoni sponsor: il senatore uscente Francesco Verducci, spinto da Matteo Orfini, e e l’ex sindaco di Offida Valerio Lucciarini, che può contare sull’assist di Ricci. Una situazione già complicata in cui potrebbe entrare anche una variabile imprevista: i rumors circolati ieri, parlavano di una possibile entrata in scena della già presidente della Camera (eletta allora proprio nelle Marche) Laura Boldrini.

In queste ore di nomi ne circolano tanti e spesso sono passeggeri come una meteora, ma questo sarebbe stato fatto con più insistenza. Se davvero venisse candidata nei nostri listini, a farne le spese sarebbero proprio Morani o Manzi. Restando in tema quote rosa, potrebbe profilarsi un duello tra donne nel collegio di Macerata alla Camera: nel Pd si fa sempre più insistente la voce che vorrebbe la presidente della Cia Mirella Gattari in quella casella, mentre la Lega, starebbe valutando l’ipotesi di calare l’assessora regionale Giorgia Latini. Pochi giorni ed il quadro sarà finalmente chiaro.

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