Il governatore Acquaroli stringe per la giunta. Per la presidenza del consiglio spunta l'Udc

Il governatore Acquaroli stringe per la giunta. Per la presidenza del consiglio spunta l'Udc
Il governatore Acquaroli stringe per la giunta. Per la presidenza del consiglio spunta l'Udc
di Martina Marinangeli
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Giovedì 8 Ottobre 2020, 08:44

ANCONA - E alla fine spunta l’Udc. Nelle maglie della serrata trattativa per la composizione della squadra di governo della Regione Marche, la quarta gamba della coalizione, che è riuscita a piazzare un consigliere nell’assise - nella fattispecie, l’ex sindaco di Osimo Dino Latini -, ha chiesto al governatore Francesco Acquaroli la presidenza dell’assemblea legislativa.

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La richiesta
Ruolo ambito, che può essere ricoperto solo da un interno e che l’Udc sta cercando di agguantare, non potendo aspirare ad una poltrona in giunta. Dal canto suo, Acquaroli sta portando avanti il secondo round di incontri con i responsabili dei partiti della coalizione – oggi dovrebbe confrontarsi con Riccardo Marchetti, commissario della Lega Marche – per poi tirare le somme e sottoporre a tutti il suo progetto di Esecutivo. La presidenza del Consiglio all’Unione di centro potrebbe facilitare il suo compito, permettendogli di definire una volta per tutte le quote politiche della giunta: tre assessori alla Lega, due ad Fdi ed uno a Forza Italia, distribuzione così equa che parrebbe essere condivisa da tutti i gruppi.
Le deleghe
Diverso il discorso per i nomi e le deleghe, su cui il lavoro di tessitura della tela è ancora in corso. C’è una sostanziale divergenza sulla questione territoriale, con il governatore che non vorrebbe in squadra un assessore del Maceratese – la provincia ha già espresso il presidente – ed il Carroccio che non è disposto a cedere sul ruolo in giunta per l’ex sindaco di Cingoli Filippo Saltamartini. Un braccio di ferro su cui si giocheranno anche i rapporti di forza futuri tra i due alleati. Ed a complicare ulteriormente il puzzle, c’è stata la richiesta di Fi di avere come assessore il primo degli eletti, ovvero l’ex sindaco di Camerino Gialnuca Pasqui. Posizione che, però, difficilmente reggerà e per il consigliere si starebbe profilando il ruolo di capogruppo. 
In cerca di sintesi
Il partito di Berlusconi non ha trovato una sintesi unitaria su un nome e la cosa rischia di scombinare gli schemi su cui sta lavorando Acquaroli, che dal canto suo è più vicino – per trascorsi e militanza – all’anconetano Daniele Silvetti ed al fanese Stefano Aguzzi, entrambi non eletti. C’è poi la questione della quota rosa – al momento lo scenario più quotato dà una sola donna in giunta – che per ora è appannaggio della Lega.
Le donne nell’Esecutivo
Due le opzioni: Daniela Tisi, arrivata ultima nella lista provinciale di Fermo, ma con un curriculum che piace ai vertici del partito per una delega alla Cultura, oppure la fabrianese Chiara Biondi, eletta, ma senza esperienza amministrativa. Se però amministratori ed imprenditori del territorio facessero quadrato e chiedessero al Carroccio un assessorato per lei, la cosa andrebbe valutata.

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