Acquaroli show, Matteo in missione: pronti i popcorn per marziani e non

Acquaroli show, Matteo in missione: pronti i popcorn per marziani e non
Acquaroli show, Matteo in missione: pronti i popcorn per marziani e non
di Giancarlo Laurenzi*
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Martedì 11 Giugno 2024, 01:40 - Ultimo aggiornamento: 12 Giugno, 18:52

Fatte le Europee ora facciamo le Marche. Da noi funziona così: tante persone, troppe realtà, nessun vinto, tutti vincitori. Se l’Europa è adesso e le Regionali tra un anno, bisogna acquistare scorte di popcorn e citofonare a Pirandello (che si guarderebbe bene dall’aprire). Un marchigiano a Strasburgo - anzi due - dopo 16 anni, Fratelli d’Italia locale si issa più in alto del partito nazionale (32,9% contro 28,9) e il giudizio su Acquaroli esaltato dalla dimensione della goleada. Il governatore realizza il percorso netto che manco D’Inzeo a Piazza di Siena: 4 punti più della sua leader; 4 punti più delle ultime Politiche; l’ingombrante Ciccioli spedito a Strasburgo con biglietto di sola andata; il rivale non dichiarato in maggioranza Carloni - 15 mila preferenze europee, poteva andare peggio - anestetizzato da settimane con il ratto di 3 consiglieri leghisti; il potenziale erede Fioravanti da Ascoli sindaco più votato d’Italia; la reconquista di Fano dopo 10 anni. Bene, bravo, bis.

Bis? La Lega non crolla come altrove, anzi resta sopra Forza Italia, ma Acquaroli punta la rielezione come Vinicius il Pallone d’Oro. A proposito di visioni: il secondo marchigiano eletto in Europa ha lo stesso nome di un matematico gesuita, padre Matteo Ricci.

Missionario al tempo della dinastia Ming, veniva dalla provincia di Macerata e sognava di imitare Marco Polo. Quello di oggi ha altre missioni in testa, predica più nelle televisioni che in Oriente ma - nonostante studi meno scientifici - sa contare fino a 100mila, le preferenze totali ottenute, metà nelle Marche. Ha dominato da Pesaro ad Ascoli, nonostante la Schlein che non lo ama gli avesse lanciato sulla strada il chiodo arrugginito di Franchi per sgonfiarne le gomme. Ricci ha doppiato Ciccioli, ha asfaltato la Morani sigillando con un anno di anticipo le primarie, trainando Pd e Biancani sul pennone di Pesaro. Non è Marco Polo ma ha colorato sulla mappa la meta del suo prossimo viaggio.

Regionali, quando saranno: lui, più quello che resta di Avs, M5S, Renzi e Calenda. Non candidarlo sarebbe un’impresa lunare anche per il Pd dei marziani. Nel dubbio Acquaroli si rivede E.T. e pensa di assumere Spielberg come antidoto: telefono, casa, popcorn. Alle urne come al cinema. Per riportare i turisti nelle Marche e la gente a votare può essere un’idea. O uno spot senza Mancini.

*Direttore Corriere Adriatico 

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