Da Belvedere Ostrense al Marocco, la via d’oro della plastica: Solution Italy si allarga e apre a Fez

Domenica 6 Giugno 2021 di Francesco Romi
La Solution Italy di Belvedere Ostrense

BELVEDERE OSTRENSE - C’è molto di personale nel successo imprenditoriale di Luca Saltarelli, CEO di Solution Italy, azienda che progetta e realizza stampi ad iniezione per materie plastiche: nel 1908, suo nonno Cesare partì per l’America con in tasca tanti sogni e un contratto con le ferrovie.

 

A caccia di spazi per sé e per le sue idee, anche lui è stato a lungo all’estero: Giappone, Cina, Indonesia, prima di far ritorno, sette anni fa, a Belvedere Ostrense, per realizzare una piccola fabbrica con tante ambizioni, utilizzando un capannone che era stato chiuso trent’anni prima, «un messaggio di forte positività e ottimismo per l’intera comunità». Un’avventura iniziata in quattro, producendo il primo anno «qualche centinaia di migliaia di euro», e che oggi è diventata una solida realtà, con 40 addetti, che hanno un’età media che sfiora appena i 30 anni.


Performance stravolta
Un trend di crescita continuo, che ha messo in crisi anche Solutor, il software che Saltarelli ha ideato e realizzato, capace di raccoglie tutti i dati aziendali in tempo reale e di farli diventare grafici, tabelle, curve e torte. «L’anno scorso pensavamo di chiudere sotto tra il 15 e il 20% - ammette l’imprenditore -: invece, nonostante il Covid, è stato un anno positivo che ci ha fatto crescere del 20%». L’applicativo non ha colpe, però, visto che alla Solution Italy lavorano per macro-commesse e gli ordini possono arrivare senza alcun preavviso, anche perché la piccola dimensione favorisce la capacità di problem solving, che poi è ciò che chiedono i grandi player industriali.
La stima di crescita è confermata anche per quest’anno, con un incremento previsto a doppia cifra percentuale, nonostante l’aumento dei costi e la scarsa disponibilità di materie prime, largamente in mano ai cinesi, che «hanno fatto scorte strategiche».


Nessuna dipendenza
È stato il buon senso e il gran fiuto, e non Solutor, a consigliare all’imprenditore di essere il più possibile indipendente dai clienti: così, negli ultimi anni, il peso dell’automotive sul fatturato complessivo è progressivamente calato, passando dal 90% di tre anni fa, «una quota esagerata e preoccupante», all’attuale 60%, «con l’intenzione di scendere sotto il 50% alla fine di quest’anno». Così, accanto ai colossi del settore si sono affiancati nuovi clienti dei comparti del packaging, del medicale, degli elettrodomestici e dell’idraulica.
Il 70% delle lavorazioni da Belvedere Ostrense restano in Italia, «a clienti che stampano prodotti destinati prevalentemente all’estero»; solo il 30% della produzione si trasforma in export diretto. Ma la strategia di penetrazione dei mercati esteri c’è e si concretizza con la realizzazione di hub, «dove ci sono segnali di crescita».


L’Africa chiama
Così, quando è arrivata la telefonata di Moulay Hafid Elalamy, ministro dell’Industria del Marocco, Saltarelli ha risposto subito presente: nelle prossime settimane sarà inaugurato a Fès, nella parte nordorientale del Paese e gemellata con Firenze, una nuova fabbrica. «È la vecchia capitale, con un importante sistema universitario, tantissimi giovani culturalmente ben formati e, soprattutto, con un ecosistema industriale solido all’interno di un Paese stabile – spiega -: qui esporteremo i nostri stampi, e parte degli stessi saranno impiegati nello stabilimento per produrre ed esportare prodotti finiti nel continente africano, che ha potenzialità immense come le sue risorse naturali». Nell’ultimo decennio tutti i paesi dell’Africa mediterranea hanno evidenziato trend di crescita economica costanti, anche se talvolta caratterizzati da instabilità politiche preoccupanti; nonostante tutto il percorso di modernizzazione delle società e delle infrastrutture ha portato ad un interscambio economico in continua crescita, con richiesta di beni e servizi sempre più vicini ai modelli europei, moltiplicando le possibilità di interscambio nei commerci e delle relazioni in genere.
«Abbiamo presentato in Marocco un progetto di sviluppo industriale – chiude Saltarelli -, ritenuto interessante dalle autorità governative, che si sono adoperate a facilitarne il percorso di investimento in un ecosistema ricettivo». Insomma, una nuova avventura imprenditoriale perché la voglia di nuove avventure è ancora molto forte.

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