Export, distretti in sei mesi +30%. Meglio dell’Italia. Ecco secondo i dati di Intesa San Paolo i settori che tirano il made in Marche

Sabato 6 Novembre 2021 di Massimiliano Viti
Export, distretti in sei mesi +30%. Meglio dell Italia. Ecco secondo i dati di Intesa San Paolo i settori che tirano il made in Marche

ANCONA - Le restrizioni imposte dalla pandemia hanno influenzato anche il primo semestre dell’export marchigiano. Il sistema casa ha superato i livelli del 2019; la moda, è in recupero ma ha ancora molta strada da fare per raggiungere i numeri pre Covid. Il virus, i conseguenti lockdown, lo smart working ed altro ci hanno costretto a stare di più in casa e quindi a valorizzare l’ambiente domestico, a renderlo più confortevole mentre, viceversa, ha prima impedito e poi ostacolato gli incontri di persona. E in mancanza di occasioni d’uso la moda ne ha risentito. Questo cambio di abitudini si è riverberato anche nei primi sei mesi del 2021. 

 

 

 

Sorpresa export 
Secondo il “Monitor dei distretti delle Marche”, elaborato da Intesa SanPaolo, su 9 distretti marchigiani, in 4 hanno esportato di più dei primi sei mesi del 2019. Spicca il comparto del sistema casa all’interno del quale il distretto delle cucine di Pesaro è sopra i livelli del 2019 del 15,8%, quello delle cappe aspiranti ed elettrodomestici di Fabriano del 9.1%. Con i lockdown è cresciuta anche la voglia di suonare e quindi è aumentata la vendita degli strumenti musicali. E non a caso il distretto di Castelfidardo è +11,5% sul 2019. Il quarto distretto è quello delle macchine utensili e per il legno di Pesaro che registra un +12,5% sempre rispetto al periodo gennaio-giugno di due anni fa.


Le criticità
Le note dolenti arrivano dalla moda. L’export della pelletteria di Tolentino è sotto di un terzo rispetto al 2019; il distretto dell’abbigliamento marchigiano è -21,6%, le calzature di Fermo -20,6% e ancora la jeans valley del Montefeltro a -20,4%. Sta per approdare in terreno positivo, e magari lo farà nel terzo trimestre 2021, il distretto cartario di Fabriano che è -6% sul 2019. Complessivamente, a livello regionale, il primo semestre 2021 si chiude con un aumento del valore esportato del 30% rispetto all’analogo periodo del 2020 (una percentuale più alta del dato medio italiano che è stato del +27,6%). Ma i livelli pre pandemia sono ancora lontani dell’8,1%. «La ripresa dell’export, che per alcuni distretti marchigiani arriva dopo diversi trimestri di calo, conferma il trend di ripresa degli indicatori economici» commenta Cristina Balbo, direttrice regionale Emilia-Romagna e Marche di Intesa Sanpaolo che aggiunge: «Stiamo attraversando una fase cruciale ove occorre rendere la ripartenza strutturale e diffusa, in primo luogo attraverso una lungimirante destinazione degli investimenti. In questa fase non c’è comparto che non sia coinvolto nel processo di digitalizzazione e transizione green, chi investe in queste direzioni avrà gli strumenti per affermarsi».


La performance migliore
Quale distretto ha avuto la migliore performance nei primi sei mesi di quest’anno? Quello delle cappe aspiranti ed elettrodomestici di Fabriano che ha avuto una crescita delle esportazioni del 53,5% rispetto all’anno scorso mentre le macchine utensili e per il legno di Pesaro si sono dovuti accontentare di un +45,5%. Due distretti della moda, neanche a dirlo, hanno avuto l’incremento minore: pelletteria di Tolentino +11%, abbigliamento marchigiano +15,2%. 


I dettagli
Le calzature di Fermo rappresentano il distretto che, a valore, esporta più di tutti gli altri, quasi un terzo del valore totale. «Nei prossimi mesi l’export distrettuale è atteso proseguire il suo percorso di ripresa e, molto verosimilmente, diversi distretti già al termine del 2021 potranno completare il recupero di quanto perso sui mercati esteri durante la crisi pandemica» si legge nel Monitor secondo cui: «i distretti della meccanica, sistema casa e strumenti musicali sono ben posizionati mentre sarà più lenta la ripresa per il sistema moda».

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