Tre fiere con la missione export: ora i calzaturieri puntano a (ri)conquistare l'Est

Tre fiere con la missione export: ora i calzaturieri puntano a (ri)conquistare l'Est
Tre fiere con la missione export: ora i calzaturieri puntano a (ri)conquistare l'Est
di Massimiliano Viti
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Sabato 9 Ottobre 2021, 04:00

ANCONA - Andiamo a comandare. Circa 50 aziende marchigiane di scarpe e borse saranno impegnate nei tre saloni in programma nell’Est Europa tra Kazakistan, Ucraina e Russia. L'obiettivo è quello di tornare ad essere leader di un mercato che nei decenni passati ha fatto la fortuna del distretto marchigiano della pelle. Dal 2014 il punto di forza si è trasformato in una debolezza, con il settore moda che ha scoperto di essere troppo dipendente dall’export russo.

Il primato

Le Marche restano la regione italiana che vende più scarpe a Mosca e Fermo la prima provincia in assoluto. Ma dai 295 milioni di euro di fatturato del 2013, le marche sono passate ai 110 milioni del 2019 per poi finire a 85 l’anno scorso, causa pandemia, con un calo di oltre il 70%. Ad influire negativamente sono state anche le sanzioni commerciali applicate dall’Europa alla Russia per il conflitto con l’Ucraina.

I numeri

Nel primo semestre 2021 si è verificata una scontata ripresa ma il percorso di recupero e lungo e forse impossibile. I vincitori della pandemia sono stati i mercati di Cina, Usa e online. Tutti e tre sono quasi inaccessibili per le Pmi marchigiane della moda per cui Russia e Csi, che gli imprenditori nostrani non hanno mai abbandonato, sono tornati ad essere mercati fondamentali. Con queste premesse, il trittico di fiere promosso da Assocalzaturifici e Assopellettieri in programma in questo mese ha assunto un’importanza particolare. In calendario ci sono infatti “La Moda Italiana @ Almaty”, dal 6 fino a ieri 8 ottobre; “La Moda Italiana @ Kiev” il 12 e 13 ottobre e Obuv Mir Koži dal 19 al 22 ottobre a Mosca. I tre mercati, Kazakistan, Ucraina e Russia, sono piuttosto omogenei per gusti e comportamenti dei buyer. Non per dimensioni in quanto Mosca è la capitale della moda di tutto il blocco ex Unione Sovietica. 

Le riflessioni

«Quello dell’Est Europa è un mercato che ha compiuto una grande selezione e che non puoi approcciare con i prodotti convenzionali o datati», osserva Arturo Venanzi del calzaturificio Franceschetti di Montegranaro. «Le sneaker dominano il mercato ma ho notato un ritorno della scarpa da donna elegante made in Italy, alimentato dal fatto che i negozianti locali hanno esaurito le scorte in un momento in cui la vita sta sempre più tornando alla normalità, con eventi e cerimonie» sottolinea invece Marino Fabiani, titolare dell’omonimo calzaturificio di Fermo. Per lo stesso imprenditore la crescita delle vendite online riguarda «quasi esclusivamente la calzatura di volume e poco il vero made in Italy».

Le tappe

Ieri si è chiusa ad Almaty la prima delle tre tappe. Per Loredano Corvaro, responsabile Russia e CSI per il calzaturificio Vittorio Virgili di S.Elpidio a Mare: «Il salone è stata è una bella occasione per ricominciare ad incontrare i nostri clienti, che sono arrivati e si sono dimostrati interessati all’acquisto». Prossimo appuntamento a Kiev, capitale ucraina, dal 12 al 13 ottobre.

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