La direzione del Pd rinviata per Covid: no al commissario ma fuori i segretari

Sabato 17 Ottobre 2020 di Martina Marinangeli
Alessia Morani

ANCONA - Slitta il confronto in casa dem. «Causa aggravio della situazione di emergenza Covid19 e per il principio di precauzione, si è ritenuto opportuno rinviare la direzione di stasera (ieri, ndr) per poter riorganizzare la discussione in modalità online e in tutta sicurezza».

 

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Con questo messaggio, la segreteria ha comunicato ai membri dell’organismo regionale che la discussione sul futuro del partito, uscito a pezzi dalla tornata elettorale di settembre, sarà rimandata. Uno stop dovuto alle circostanze che ritarda la resa dei conti tra le due fazioni createsi all’interno del Pd: chi vorrebbe un azzeramento totale dei vertici regionali e provinciali a stretto giro di posta, e chi punta invece a dare avvio ad una costituente per traghettare i democrat al congresso. 

Proposta, quest’ultima, avanzata dalla segreteria dimissionaria guidata da Giovanni Gostoli. L’ipotesi di un commissariamento da Roma, messa sul piatto da pesi massimi quali la sottosegretaria al Mise Alessia Morani, il consigliere regionale Antonio Mastrovincenzo ed Irene Manzi – e per la quale era partita anche una raccolta firme –, non sembra avere i numeri per passare: le segreterie provinciali di Pesaro e Fermo, e l’assemblea di Ascoli, riunite nei giorni scorsi, si sono espresse bocciando la proposta e sostenendo la posizione che l’attuale segreteria gestisca la fase pre congressuale.

Ancona e Macerata non hanno riunito ancora i rispettivi organismi, ma sarebbero sulla stessa linea. Ieri sera sarebbe dovuta andare in scena la conta, ma cause di forza maggiore hanno allungato i tempi. Intanto, però, spunta l’idea di una sorta di comitato di garanzia che prenda le redini dem fino al congresso. Una soluzione di compromesso che eviti il commissariamento, ma rimuova comunque le figure apicali a livello regionale e provinciale, così che, a gestire la costituente, non siano i “soliti noti”. Il comitato dovrebbe essere composto da personalità riconosciute del partito, che si facciano garanti della delicata situazione fino al cambio di passo ed al rinnovo della segreteria.
 

Un segnale di cambiamento, dunque, senza coinvolgere il Nazareno. L’appuntamento online tra i dem marchigiani – non ancora calendarizzato – stabilirà la linea definitiva, ma per il momento, la maggioranza sembra orientata ad appoggiare la proposta di Gostoli di una costituente comunque guidata dalla segreteria uscente. Mentre negli organismi si ragiona sulla rigenerazione dopo le devastanti sconfitte in Regione e nei comuni di Macerata e Senigallia, il gruppo consiliare inizia a riempire le prime caselle che spettano all’opposizione nella macchina dell’assemblea legislativa. 

Per il ruolo di vicepresidente di minoranza del Consiglio è stato scelto Andrea Biancani, il “mister preferenze” che alle urne ha preso più voti in assoluto nelle Marche. Manca la figura del consigliere segretario, che potrebbe non andare al Pd, ma a Rinasci Marche con Luca Santarelli. E se il candidato governatore del centrosinistra Maurizio Mangialardi ricoprirà l’incarico di capogruppo, la sua vice sarà Anna Casini, numero due di Luca Cerisicoli negli ultimi cinque anni. Ancora da definire le quattro vicepresidenze delle altrettante commissioni permanenti: ancora ieri Mangialardi stava portando avanti le trattative.

 

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