De Poli sbaraglia tutti e pensa alle zone martoriate: per la ricostruzione modello ponte Morandi: «Partiremo dall'alluvione»

De Poli sbaraglia tutti e pensa alle zone martoriate: per la ricostruzione modello ponte Morandi: «Partiremo dall'alluvione»
De Poli sbaraglia tutti e pensa alle zone martoriate: per la ricostruzione modello ponte Morandi: «Partiremo dall'alluvione»
di Silvia Sinibaldi
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Martedì 27 Settembre 2022, 08:48

Una riconferma non scontata in un territorio lontano dalla sua Vicenza e in un collegio con tradizioni radicate sul fronte opposto. Invece gli elettori hanno creduto in Antonio De Poli, premiandolo con quasi 172mila voti tanto che il suo risultato non si distacca di molto da quello della coalizione e supera ampiamente il 42%. Torna in Senato dove era già stato eletto nel 2018. 

 
Le ragioni
«Perché ho raccolto tanta fiducia? Perché è stata compresa la mia esperienza che significa capacità e professionalità anche sul fronte romano e nazionale. Per il mio modo di far politica tra la gente e per la gente con la volontà di risolvere i problemi delle famiglie e delle aziende». De Poli conosce le emergenze della regione, a partire dall’alluvione che ha devastato territori delle province di Ancona e Pesaro. «Passata la giusta e dovuta fase di solidarietà con le vittime di questa tragedia, penso a domani e al funerale del piccolo Mattia, bisognerà concentrarsi subito sulla ricostruzione. Per farlo sono necessarie risorse e risorse spese bene, ma anche una legislazione che permetta lavori rapidi ed efficaci sul modello del ponte Morandi. Questo è ciò che si aspettano e che meritano le persone che stanno soffrendo insieme all’erogazione di sostegni adeguati. Il presidente della Camera di Commercio delle Marche Sabatini mi ha rivelato che sono state censite 2mila imprese in ginocchio. Non c’è tempo da perdere».


Le emergenze
Poi insieme alle ferite del terremoto De Poli sottolinea anche quelle dell’isolamento endemico della regione. «Problemi strutturali che attraversano la storia di questa realtà e che vanno affrontati con determinazione: Porto, interporto e aeroporto inadeguati e non efficaci anche dal punto di vista turistico e poi ferrovia, alta velocità, strade e collegamenti essenziali». I rincari di energia e gas sono l’altro tema che il senatore considera prioritario. «Non è un’emergenza locale ma è una situazione che le Marche, come tutta l’Italia non posso permettersi di subire. Uno choc che coinvolge aziende e lavoratori con numeri impressionanti».


La strada da percorrere
La strada è chiara per l’onorevole appena riconfermato. «Il nostro governo dovrà subito dividere le sorti del gas e dell’elettricità perché le situazioni sono diverse e allacciare i rincari su i due fronti non è corretto. Poi subito un tetto ai prezzi stabilito dall’Europa. Dovranno essere interventi effettuati in tempi rapidi e certi».
Un respiro profondo di consapevolezza: «Ci aspetta un compito molto difficile - ammette De Poli - difficile per chiunque si fosse trovato a governare. Io credo nei valori del centrodestra, nelle capacità degli eletti e mi auguro che saremo in grado di fare squadra. di dimenticare le diverse casacche che abbiamo indossato durante la campagna elettorale e puntare uniti alle soluzioni e al raggiungimento degli obiettivi che ci siamo preposti».

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