Cup, quante telefonate a vuoto: centomila visite da riprenotare

Martedì 9 Giugno 2020
Cup, quante telefonate a vuoto: centomila visite da riprenotare

ANCONA  - Già prima dell’emergenza sanitaria non era semplice prenotare una visita o un esame specialistico telefonando al Cup regionale. Capitava di restare in attesa per parecchi minuti o dover richiamare. Figurarsi ora che ci sono da ri-prenotare tra 90 e 100mila (la stima è di Cittadinanzattiva) tra visite ed esami annullati per Covid nelle classi D e P, quelle non classificate come urgenti. Figurarsi ora che il canale alternativo, quello degli sportelli territoriali aperti presso le Asur, è fuori gioco da più di tre mesi per il rischio contagio. 

«Gli sportelli Cup ora sono operativi solo per l’accettazione e per i pagamenti, ma non per le prenotazioni - spiega Pasquale Liguori, da 30 anni presidente del Tribunale per i diritti del malato di Jesi -. Il risultato è quello che stiamo osservando in queste settimane. Tutti i giorni riceviamo via email segnalazioni, anche più di dieci al giorno, di cittadini utenti che pur telefonando a ripetizione non riescono a prenotare e spesso si arrendono». 

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Per questo ieri il dottor Liguori si è rivolto alla Regione Marche, con una lettera al responsabile del servizio Cup, chiedendo perché gli sportelli Cup del territorio non riprendono a fare prenotazioni. «È intollerabile - si legge nella lettera del Tdm di Jesi - che tutti i giorni riceviamo segnalazioni di cittadini che non riescono a prenotare telefonicamente e quindi sono costretti a rinunciare alla prestazione». La risposta della Regione Marche fa ben sperare per una prossima riapertura degli sportelli non solo nell’Area Vasta 2, a cui si riferiva la segnalazione, ma in tutte le Marche, visto che il problema è condiviso nelle altre province. «Sono stati sollecitati i sopralluoghi tecnici da parte del Servizio Prevenzione e Protezione presso i presidi di Fabriano, Jesi e Senigallia e presso le sedi distrettuali AV2 - si legge nella risposta -. I sopralluoghi sono propedeutici alla riapertura dei servizi, a certificazione del rispetto delle misure di sicurezza ambientale, sia a tutela dei dipendenti che dell’utenza». Le verifiche dovrebbero essere «effettuate entro la corrente settimana», dopo di che, all’esito dei sopralluoghi, «si potrà procedere alla graduale riattivazione dei servizi amministrativi».

Domenica la Regione Marche aveva fatto il punto sulle ri-prenotazioni spiegando che la scelta è stata quella di non procedere «in modo burocratico con la semplice «rimessa in coda» delle richieste, ma di rivalutare le singole situazioni, con nuovo passaggio dal medico di famiglia, per garantire il servizio nei tempi e nelle modalità più appropriati. «Il sistema - spiegava la Regione - si sta predisponendo per ripristinare velocemente gli spazi e le prestazioni». «Contiamo di riallineare tutto il sistema entro luglio», era l’impegno che s’era preso il governatore Ceriscioli giovedì presentando l’intesa con Federfarma e Confservizi Assofarm per la prenotazione di visite ed esami anche nelle farmacie. L’accordo però dovrebbe essere concretamente operativa solo dal primo luglio.

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