L'ostacolo del coprifuoco e i ristoranti solo all'aperto, dalla Regione via libera a porticati e verande

L'ostacolo del coprifuoco e i ristoranti solo all'aperto, dalla Regione via libera a porticati e verande
L'ostacolo del coprifuoco e i ristoranti solo all'aperto, dalla Regione via libera a porticati e verande
di Maria Teresa Bianciardi
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Sabato 24 Aprile 2021, 03:55

ANCONA  - Le Marche della ripartenza sono divise e in subbuglio: le nuove regole da applicare alla zona gialla che scatterà lunedì sono ancora molto confuse soprattutto per il settore ristorazione che deve fare i conti con l’obbligo di organizzare pranzi e cene all’aperto con coprifuoco dalle 22 , ma anche con l’incognita tempo che in aprile - da queste parti - non ha ancora raggiunto temperature tali da consentire piacevoli serate sotto il cielo stellato. Ci sono poi due questioni fondamentali che le associazioni di categoria hanno fatto presente alla Regione e che il governo non ha ancora approfondito. 

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La prima riguarda le attività secondarie - legate per esempio agli stabilimenti balneari -, stagionali e temporanee che il nuovo decreto non ha considerato in maniera esplicita e che rischiavano di slittare a data da destinarsi. Il secondo dubbio , invece, è legato alle strutture esterne dei locali, come verande e porticati: possono rientrare nell’elenco degli spazi all’aperto dove poter sistemare i tavoli? Un vuoto normativo che ha deciso di riempire la Regione con una lettera inviata alle associazioni di categoria e ai cinque prefetti marchigiani in cui si sottolinea che i tavoli all’aperto sono quelli che si trovano in strutture aperte «su almeno tre lati».

Ad annunciarlo il vice presidente della Regione Marche e assessore alle attività produttive Mirco Carloni con un video messaggio fatto girare su Facebook. «La Regione Marche ha predisposto un’interpretazione che fa chiarezza sulle riaperture in zona gialla - ha spiegato Carloni - porticati, dehors, gazebo aperti su tre lati sono da considerarsi all’aperto. Molte attività di somministrazione, bar e ristoranti ci hanno chiesto di chiarire il concetto di tavoli all’aperto, con gli uffici abbiamo costruito un’interpretazione, inviata anche alle associazioni di categoria, ai Comuni e alle Prefetture, chiara e univoca».


L’assessore Carloni ha spiegato che «viene considerata all’aperto una struttura aperta almeno su tre lati: un dehors, un loggiato, un porticato, una veranda, se aperti almeno su tre lati, possono essere considerati all’aperto. Spero che questo serva a rendere più semplice la riapertura per molti bar e ristoranti». In particolare, si legge nel documento se la veranda o il portico utilizzato sono circondato da vetrate scorrevoli, «queste debbono essere aperte sempre aperte almeno su tre lati, in quanti altrimenti si incorrerebbe di un luogo chiuso, dove è vietato svolgere attività di ristorazione». 


Per quanto riguarda invece le attività rientranti nel settore della ristorazione, la Regione ha interpretato la norma nel senso più estensivo e cioè che «debbano essere comprese» nelle riaperture che scatteranno da lunedì anche le attività secondarie, stagionali o temporanee. «Siamo subissati da richieste di chiarimenti da parte di operatori, associazioni di categoria e Comuni da tutte le Marche - spiega il vice presidente della Regione e assessore alle Attività produttive, Mirco Carloni -. I nostri uffici hanno infatti preparato questo documento che dovrebbe fornire chiarimenti ai quesiti più frequenti. Ovviamente queste indicazioni saranno superate se interverrà il governo stabilendo una precisa linea valida in tutto il territorio nazionale».

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