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Covid, nelle Marche terze dosi al 17,7%. Ma per rianimazioni e casi positivi la regione è ai primi posti nelle classifiche nazionali

La vaccinazione in un hub delle Marche
La vaccinazione in un hub delle Marche
di Martina Marinangeli
3 Minuti di Lettura
Domenica 12 Dicembre 2021, 02:05 - Ultimo aggiornamento: 20:28

ANCONA - Le Rianimazioni restano il tallone d’Achille regionale nella guerra contro il Covid. Nella classifica nazionale, le Marche risultano quinte per tasso di incidenza nelle terapie intensive, con un’occupazione di posti letto pari al 12,8% del totale (32 degenti). Dato ormai stabilmente sopra la soglia critica del 10% che rappresenta uno dei tre parametri di discrimine tra zona bianca e zona gialla.

Il secondo, il tasso d’incidenza cumulativo dei nuovi positivi ogni 100mila abitanti, ci vede noni in Italia, con un trend che sembra aver ripreso a crescere: ieri l’Osservatorio epidemiologico regionale registrava un dato pari a 192,35 casi ogni 100mila abitanti, in risalita rispetto al giorno precedente, quando l’incidenza si era fermata a 184,36. A dare il suo contributo, il sensibile aumento di positivi emerso negli ultimi due giorni (ieri 565 in totale).

 
I parametri
Va meglio la situazione in area medica, dove il tasso di incidenza di posti letto Covid occupati è dell’11,6%, piazzando le Marche al 14esimo posto a livello nazionale. Ma essendo l’unico parametro a tenerci ancora in zona bianca, è strettamente attenzionato dai vertici sanitari regionali, che stanno valutando un ampliamento degli spazi da destinare ai pazienti positivi al virus. Al momento, i degenti tra i reparti infettivi e sub infettivi sono 112, stabili rispetto al giorno precedente, ma ci sono anche 24 persone positive e con sintomi “parcheggiate” nei pronto soccorso. Una foto in chiaro scuro scattata anche dalla Cabina di regia ministeriale, che ha inserito le Marche tra le cinque Regioni attualmente classificate a rischio moderato, ad alta probabilità di progressione a rischio alto. Ci fanno compagnia Abruzzo, Emilia Romagna, Liguria e Veneto.

La buona notizia è che, sull’altro piatto della bilancia, pesa uno scatto nelle vaccinazioni, con le somministrazioni che stanno riprendendo i ritmi sostenuti dei mesi record di giugno e luglio. Si viaggia a ritmi di 12mila inoculazioni al giorno in media, trainate dalle terze dosi con le quali, stando ai dati riportati nel monitoraggio del ministero della Salute, sono stati immunizzati oltre 284mila marchigiani, ovvero il 17,7% della platea totale. Il livello di copertura con la prima dose di vaccino è intanto salita all’86% (dopo settimane fermi all’85%), mentre con la seconda siamo all’80,4%.


Il booster
Per quanto concerne la dose booster, non tutte le fasce d’età stanno rispondendo con la stessa solerzia, ma quella degli over 80 – per cui le somministrazioni sono partite già dal 5 ottobre – è riuscita a raggiungere una copertura pari al 56% del target (74.663 soggetti su una platea di 133.365). L’impatto positivo della vaccinazione emerge plasticamente dai dati giornalieri che vedono un’incidenza quasi tripla dell’infezione sui non immunizzati: se infatti, sul totale dei positivi, il 49% risulta vaccinato almeno con due dosi e il 51% non vaccinato, l’incidenza è di 25,15 su 100mila abitanti nel primo caso e 71,50 nel secondo. Discorso che vale a maggior ragione per le ospedalizzazioni: il tasso su 100mila abitanti di immunizzati in terapia intensiva è di 0,64, a fronte di un 5,21 nella casella dei non vaccinati. In area medica, il rapporto è di 3,18 per i vaccinati e 11,91 per chi non ha ricevuto la profilassi.

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