Vaccini e rebus ritorno a scuola: dosi soltanto al 20% dei ragazzi dai 12 ai 15 anni

Sabato 24 Luglio 2021 di Martina Marinangeli
Vaccini e rebus ritorno a scuola: dosi soltanto al 20% dei ragazzi dai 12 ai 15 anni

ANCONA  - Non solo docenti e personale Ata. Per un ritorno in classe in sicurezza ed in presenza, anche la copertura vaccinale degli studenti diventa fondamentale, ma al momento la stragrande maggioranza dei ragazzi non ha ricevuto la profilassi, soprattutto nelle fasce d’età più basse. Un gap da colmare auspicabilmente entro la prima campanella, tanto che il commissario straordinario all’emergenza Covid, Francesco Paolo Figliuolo, ha scritto alle Regioni affinché pongano in essere «le azioni necessarie a dare priorità alle somministrazioni nei confronti degli studenti di età uguale o superiore ai 12 anni». 

 


Allargando lo zoom sulla realtà marchigiana, è possibile osservare come le soglie di sicurezza siano ancora ben lontane dall’essere raggiunte. Se la cornice è questa, il quadro non è però del tutto omogeneo se si prendono in esame le fasce in età scolare. Quella che comprende gli studenti tra i 12 ed i 15 anni, per esempio, ha finora fatto registrare un tasso di adesione alla prima dose di appena il 20,2%, con 11.174 ragazzi a metà del ciclo vaccinale e 2721 (4,9%) che lo hanno completato, su un target stimato dall’Istat in 55.321 soggetti. Va meglio nella fascia che riguarda gli studenti delle superiori: tra i 16 ed i 19 anni hanno ricevuto la prima dose in 28.319 – su un target complessivo di 41.049 soggetti – e 15.199 anche la seconda. In questo caso, la percentuale di adesione sale al 69%, con un 37% della fascia che ha completato il ciclo vaccinale.

Se si considera che al momento il virus sta circolando soprattutto tra i giovani per effetto della copertura dei sieri sugli anziani, si capisce come queste percentuali non siano ancora sufficienti per garantire un ritorno sui banchi in sicurezza e l’incognita della didattica a distanza continua ad aleggiare sulle scuole. Fino a questo momento, solo Pfizer poteva essere inoculato ai minorenni, mentre da ieri il comitato per i medicinali per uso umano (Chmp) dell’Ema ha raccomandato di concedere un’estensione dell’indicazione per il vaccino Moderna per includerne l’uso nella fascia di di età compresa tra i 12 ed i 17 anni. 


Le modalità di utilizzo saranno le stesse di quelle “rodate” sugli over 18, ovvero con due iniezioni a distanza di quattro settimane. Un’ulteriore risorsa per garantire la copertura anche ai più giovani, ma lo scatto deve arrivare dalle prenotazioni, che soprattutto per i ragazzi tra i 12 ed i 15 anni, non hanno ingranato la marcia. 

 

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