Covid Marche, dei parametri fissati per restare in zona bianca sforati due su tre. Ecco i numeri dell'allerta

Covid Marche, dei parametri fissati per restare in zona bianca sforati due su tre. Ecco i numeri dell'allerta
Covid Marche, dei parametri fissati per restare in zona bianca sforati due su tre. Ecco i numeri dell'allerta
di Martina Marinangeli
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Venerdì 5 Novembre 2021, 02:30 - Ultimo aggiornamento: 15:32

ANCONA - La situazione è ancora sotto controllo. Per il momento, il rischio zona gialla non è all’orizzonte, ma il quadro pandemico sta mutando e presenta il conto. Ieri è stata superata di misura la soglia dei 50 casi ogni 100mila abitanti - siamo a 50,2, con 159 nuovi positivi nella giornata di ieri - e, nelle terapie intensive, il tasso di occupazione di posti letto ha sforato il 10%, con 22 pazienti ricoverati nelle strutture ospedaliere regionali (tre quarti dei quali non vaccinati). Siamo dunque a due strike rispetto ai tre parametri individuati dal governo per poter restare in zona bianca

 
I numeri 
L’ultimo è quello che riguarda il numero di degenti in area medica ma, in questo caso, siamo abbondantemente lontani dalla deadline, di poco sopra il 6%, a fronte di una soglia critica fissata al 15%. Sono infatti 59, in tutto, i ricoverati nei reparti non intensivi, di cui 20 in area sub intensiva e 39 nei reparti ordinari. Un puzzle a cui va aggiunto il tassello dei nove dimessi nella giornata di ieri, a cui fa da contraltare quello degli otto pazienti in attesa di un posto letto nei pronto soccorso di Marche Nord a Pesaro, Ospedali Riuniti di Ancona, Senigallia, Civitanova Marche, Macerata e Fermo. Se i ricoveri sono tutto sommato stabili, aumenta ancora il numero progressivo dei decessi, con altre tre vittime stroncate dal Covid: si tratta di due uomini, di 75 e 88 anni, il primo di Serra de’ Conti e il secondo di Pesaro, e di una donna di 90 anni di Ancona. E cresce anche la curva del contagio: su 1.899 tamponi eseguiti nel percorso diagnostico di screening, 159 sono quelli risultati positivi, di cui 39 nella provincia di Fermo, 32 in quella di Macerata, 29 nell’Ascolano, 23 nel Pesarese e 15 nella provincia di Ancona. Ventuno, infine, i casi da fuori Regione. E il tasso d’incidenza torna a superare, dopo diverse settimane, l’asticella dei 50 nuovi casi ogni 100mila abitanti. Una ripresa della curva che pare essere legata alla perdita di efficacia della copertura vaccinale a sei mesi dalla seconda dose. Per questo, si cerca di spingere l’acceleratore sulla terza, ma gli appelli stanno cadendo in gran parte nel vuoto. 

Negli ultimi giorni c’è stato un leggero aumento - il 3 novembre sono state inoculate 3mila dosi booster - , ma non è ancora neanche lontanamente sufficiente. La fotografia impietosa viene scattata dai dati diffusi nell’aggiornamento quotidiano del ministero della Salute, che sottolineano come neanche il 20% degli over 80 abbia ricevuto la terza dose. Per la precisione, il dato si ferma al 16,69%, ovvero 22.261 somministrazioni su una platea totale di 133.365 persone. Va molto peggio nella fascia 70-79, dove la dose booster è stata inoculata ad appena il 2,95% del target (4.596 su 155.940) e la percentuale resta al lumicino anche per i soggetti tra i 60 e i 69 anni, con il 2,45% (4.819 su 196.477). Un quadro che la dice lunga sull’andamento del secondo tempo della campagna vaccinale, con la dose aggiuntiva - per ora rivolta agli over 60, a ospiti e personale delle Rsa e ai sanitari – che non sembra riscuotere successo in ampie fette di popolazione. Il commissario straordinario all’emergenza Covid Figliuolo ha inviato una circolare alle Regioni in cui, tenendo conto della “pandemia dei non vaccinati” che si sta registrando in altri Paesi europei, invita a incrementare il ritmo di somministrazione delle terze dosi e a rinforzare l’opera di informazione e sensibilizzazione, anche in relazione alla possibilità di programmarne la somministrazione in concomitanza con la vaccinazione antinfluenzale. Inoltre, chiede di organizzarsi per tempo per un probabile futuro allargamento dell’offerta vaccinale alla platea tra i 5 e gli 11 anni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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