Sedicimila under 18 nelle Marche dimenticati per la dose di richiamo. Ecco perché. E da metà novembre casi 11-18 anni triplicati

Sedicimila under 18 nelle Marche dimenticati per la dose di richiamo. Ecco perché. E da metà novembre casi 11-18 anni triplicati
Sedicimila under 18 nelle Marche dimenticati per la dose di richiamo. Ecco perché. E da metà novembre casi 11-18 anni triplicati
di Lorenzo Sconocchini
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Giovedì 23 Dicembre 2021, 02:00 - Ultimo aggiornamento: 24 Dicembre, 16:27

ANCONA - C’è un “baco” nel sistema delle vaccinazioni che rischia di esporre al contagio una delle categorie dove il virus circola di più, quella degli under 18, e di vanificare tutti gli sforzi fatti finora per salvare la scuola in presenza e altre attività fondamentali per i ragazzi, come la pratica sportiva. Non è ancora stata avviata, nelle Marche come nel resto d’Italia, la prenotazione per le classi d’età 12-18 anni delle dosi booster, i richiami che secondo la comunità scientifica sarebbero fondamentali per proteggersi dalla circolazione virale, specie in previsione del diffondersi di varianti più contagiose come la Omicron.

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Parola all’Ema
La regione Marche, che tramite l’Osservatorio epidemiologico ha subito intuito la pericolosità dei ritardi sulle terze dosi ai più giovani, ha già sollecitato il ministero della Salute, ma finora il Governo non è riuscito sbloccare il via libera atteso dall’Ema, l’Agenzia europea del farmaco, l’ente regolatorio che autorizza i Paesi Ue. E dire che anche ieri Giorgio Palù, presidente dell’Agenzia italiana del farmaco Aifa, ospite di Sky Tg24, ha ricordato che «il booster sarà necessario anche per gli under 18 per renderli resistenti all’infezione». 
Sì, ma quando? Problema non da poco, perché nel frattempo è cresciuta la platea dei giovanissimi che, pur avendo scelto di vaccinarsi, si sono visti scadere la protezione immunitaria senza avere la possibilità nemmeno di prenotarsi per la dose booster: già ora sono 16.107 i marchigiani tra i 12 e 18 anni che hanno superato i cinque mesi e dovrebbero fare il booster. Se ne aggiungeranno altri 10.620 nel mese di gennaio, 22.199 a febbraio e 6.625 a marzo. Non è un caso che nelle ultime settimane l’incidenza dei contagi tra gli under 18 sia in netto aumento, come segnalano i grafici dell’Osservatorio epidemiologico regionale diretto dal dottor Marco Pompili. Rispetto alla metà di novembre, l’incidenza dei nuovi casi di positività tra gli adolescenti è praticamente triplicata: nella classe d’età 11-13 è salita dai 186,77 casi ogni 100mila registrati nella settimana 8-14 novembre ai 528,68 della settimana 13-19 dicembre; nello stesso periodo l’incidenza tra i ragazzi 14-18 è cresciuta da 172,93 a 497,17.
Una crescita esponenziale che ha avuto ripercussioni anche sull’attività scolastica, nonostante la percentuale degli scolari marchigiani vaccinati - secondo i dati dell’Ufficio scolastico regionale aggiornati a lunedì scorso - sia dell’88,1% per le prime dosi e del 74,2% per il ciclo completo. Il problema è che praticamente nessuno (tranne un 1,5% di studenti che l’ha anticipato per patologie con deficit immunitari) ha fatto la terza dose di richiamo, nonostante siano trascorsi ormai quasi sette mesi dall’avvio della campagna di vaccinazione per gli under 18 nelle Marche, iniziata con le prenotazioni dal 5 giugno. Siamo in ritardo di quasi due mesi, visto che secondo l’ultimo rapporto dell’Istituto superiore di Sanità dopo cinque mesi dalla seconda dose la protezione dal virus scende dal 74% al 39%, anche se si mantiene elevata la difesa dalle malattie più gravi.


Le feste in famiglia 
E se è vero che i più giovani di ammalano di meno di Covid, una volta contagiati si dimostrano efficaci diffusori, specie in periodo di feste natalizie in famiglia. Per non parlare degli effetti sulla scuola. Le classi che si svuotano per quarantena e Dad precauzionale crescono al galoppo, anche per le difficoltà con cui, con un’incidenza nelle Marche sopra i 300 casi ogni 100mila abitanti, i Dipartimenti di prevenzione riescono a garantire il sistema di tracciamento rapido che dovrebbe evitare di tenere a casa in isolamento l’intera classe al primo caso positivo. L’aggiornamento di ieri dell’Ufficio scolastico regionale distingue per la prima volta i dati delle classi messe in quarantena dall’Asur dopo la presenza accertata di almeno tre casi positivi, da quelle messe precauzionalmente in Dad dai dirigenti scolastici appena viene rilevato uno studente positivo che ha avuto contatti stretti con i compagni, in attesa della eventuale formalizzazione della quarantena da parte dell’Asur. Le classi effettivamente in quarantena sono salite nell’ultima settimana da 271 a 425 (+57%), mentre quelle complessive in Dad (comprese le misure precauzionali dei presidi) sono salite a 565, più che raddoppiate rispetto al 13 dicembre.

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