Le Marche pronte per vaccinare anche i turisti, in settimana aprono gli slot. Chi può avere la dose, istruzioni per l'uso

Mercoledì 16 Giugno 2021
Vaccinazioni in vacanza, le Marche pronte: a breve le aperture delle prenotazioni ai turisti. Il nodo AstraZeneca

ANCONA - Vaccini in vacanza: ci siamo. I turisti che decideranno di pianificare il loro soggiorno nelle Marche potranno prenotare la somministrazione della seconda dose sul sito della Regione. Lo slot dovrebbe aprire tra domani e venerdì (comunque non oltre la settimana) e nel frattempo si stanno limando gli ultimi dettagli. «Il turista che viene da altri territori – fa sapere l’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini – si potrà prenotare e poi questo sistema elettronico, che viene concordato con tutte le altre Regioni, consentirà lo scambio di vaccini in numero pari alle dosi somministrate perché in questo momento le consegne dei sieri avvengono sulla base dei residenti e non dei domiciliati o dei dimoranti». 

 

Come funziona

Le inoculazioni saranno effettuate nel Punto vaccinale più vicino al luogo di villeggiatura. «È un accordo tra tutte le Regioni che è già stato considerato all’interno della struttura commissariale ed ora il generale Figliuolo si sta adeguando – prosegue il titolare della delega –. In conclusione, noi garantiamo la vaccinazione alle persone che, pur non essendo residenti, sono domiciliate nella nostra regione: per esempio, per assistenza ai familiari, tutti gli italiani residenti all’estero e iscritti all’Aire, e tutte le persone che vengono nelle Marche per motivi di turismo». Un aggiustamento nella macchina organizzativa delle vaccinazioni che si innesta su quello, ancor più complesso, dell’ennesimo cambio di passo su Astrazeneca. 

La riorganizzazione

Recependo le direttive nazionali, la Regione ha infatti limitato le somministrazioni del siero anglo svedese ai soli over 60, mentre per gli altri verranno utilizzati i farmaci a mRna, anche ricorrendo alla vaccinazione eterologa. Ma questa ulteriore modifica in corsa ha sollevato un moto di scetticismo che si biforca in due direzioni completamente opposte. «Dobbiamo ancora monitorare l’impatto, ma ci sono già state delle defezioni in questi giorni – traccia il quadro Saltamartini –: gli under 60 chiedono di essere vaccinati con la stessa tipologia di farmaco della prima dose, ovvero con Astrazeneca, cosa che non è più possibile perché dobbiamo attenerci alle indicazioni del ministero della Salute. Dall’altra parte, ci sono invece alcuni over 60 che rifiutano il siero a vettore virale e chiedono di essere vaccinate con Pfizer o Moderna, anche se la prima dose ricevuta era di Astrazeneca. Ma per questa fascia non è prevista, allo stato attuale delle cose, la vaccinazione eterologa. Si stanno dunque intrecciando tutta una serie di questioni che rendono complessa l’organizzazione». Nel rifornimento di giugno, che vedrà arrivare in totale 450mila dosi, quelle targate Astrazeneca ammontano a circa 80mila. Intanto la Regione sta consegnando il monodose Johnson & Johnson ai medici di base «per rendere più spedita la vaccinazione nel target di loro competenza». 

Le certificazioni

Ultima, ma non in ordine d’importanza, la questione del green pass per gli spostamenti tra i Paesi dell’Unione europea: il Consiglio dei ministri si riunisce domani per deliberare sul certificato verde italiano e, appena il governo avrà dato il via libera, «ci adegueremo immediatamente al nuovo sistema», assicura l’assessore, aggiungendo però che «bisogna capire se tutti gli Stati accetteranno la tesi secondo la quale la vaccinazione eterologa vale per immunizzare e quindi per viaggiare. Questo non è ancora stato precisato».

 

Ultimo aggiornamento: 15:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA