Vaccini sulle montagne russe nelle Marche: dodici comuni promossi a pieni voti, ma 6 non arrivano al 60%

Vaccini sulle montagne russe nelle Marche: dodici comuni promossi a pieni voti, ma 6 non arrivano al 60%
Vaccini sulle montagne russe nelle Marche: dodici comuni promossi a pieni voti, ma 6 non arrivano al 60%
di Martina Marinangeli
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Sabato 4 Settembre 2021, 02:00 - Ultimo aggiornamento: 5 Settembre, 09:41

ANCONA - Dodici Comuni passano l’esame a pieni voti. In 171 si trovano nella fascia media. I restanti, non hanno fatto registrare buoni risultati, con sei città in particolare da maglia nera. La distribuzione dei vaccinati non è del tutto omogenea nelle Marche ed in alcuni territori viene mancata di parecchio la soglia di copertura adeguata, che va dal 70% in su.

Nella classifica dell’immunità, sono inseriti nella fascia alta quei Comuni che superano l’80% del target di popolazione con almeno una dose e, con dati aggiornati al 31 agosto, il più vaccinato risulta essere Montefalcone Appennino, nel Fermano, arrivato all’84,9% di cittadini coperti. Percentuale che arriva a 92,2 negli over 60. 

La situazione

Sul podio salgono anche altre 11 città: Cossignano e Venarotta - rispettivamente al secondo e terzo posto per quantità di soggetti vaccinati rispetto alla popolazione target -, Appignano del Tronto e Rotella nell’Ascolano, Piobbico e Peglio nel Pesarese, Apiro, Castelleone di Suasa e Cupramontana nell’Anconetano e Santa Vittoria in Matenano nel Fermano. Nel novero rientra poi anche Appignano, unico Comune del Maceratese con oltre l’80% di vaccinati: non a caso, risulta essere la provincia maglia nera nelle Marche quanto ad immunizzazioni. Le grandi città, capoluoghi compresi, si piazzano invece tutte nella fascia media di vaccinazioni, con una copertura tra il 70 ed il 79%: fa meglio di tutti Ascoli Piceno, con il 78,1% di cittadini con almeno la prima dose, seguita da Senigallia al 76,8% ed Urbino al 76,6%. Ci sono poi Macerata con il 75,3%, Ancona con il 74,9% e Fermo al 72%, stessa percentuale di San Benedetto del Tronto. Fano arriva al 71,8%, mentre Pesaro se la cava con un 71%. L’unico grande Comune a non superare la soglia del 70%, finendo nella fascia bassa della classificazione vaccinale, è Civitanova Marche - ferma a 68,5% -, che per settimane ha anche trainato l’intera provincia di Macerata nei contagi. 

Chi resta indietro

A preoccupare sono però, in particolare, sei Comuni – tre nel Maceratese e tre nel Pesarese –, che sono rimasti sotto il 60%. Si tratta di Castelsantangelo sul Nera al 59%, Gabicce Mare al 58,4%, Gradara al 57,5%, Monte Cavallo al 56,6%, Sassofeltrio al 55,6% e Ussita al 50,1%. Anche scorporando il dato per individuare quanti over 60 – considerati la fascia più a rischio di sviluppare forme gravi della malattia e dunque monitorati con maggiore attenzione - abbiano ricevuto almeno la prima dose, il quadro non migliora di molto. Se i tre Comuni del Pesarese riescono a superare la sottile linea rossa del 70% in questo segmento di popolazione (82,2% Gradara, 80% Gabicce e 76,1 Sassofeltrio), i tre del Maceratese restano invece sotto e di parecchio: Monte Cavallo si ferma a 63,5%, poco sopra Castelsantangelo sul Nera a 63,4%, mentre chiude la classifica di nuovo Ussita, con solo il 62,1% degli over 60 immunizzati almeno con una dose. Per recuperare quanto più possibile questo gap, la Regione ha approntato un fitto calendario per le vaccinazioni itineranti a bordo dei cinque camper on the road, così da favorire l’accesso al servizio.

Il piano della Regione

Per tutto il mese di settembre, andrà in scena una sorta di “porta a porta” delle immunizzazioni per arrivare a chi finora non ha aderito alla profilassi magari perché lontano dai centri vaccinali distribuiti sul territorio o semplicemente perché non è riuscito a percorrere nessuno dei canali di prenotazione messi a disposizione. A ieri, su una popolazione vaccinabile totale pari a circa 1.300.000 persone, nelle Marche hanno ricevuto almeno la prima dose in 1.060.415, mentre 900.314 hanno fatto anche il richiamo. Numeri che portano la regione ad essere nel novero delle più “coperte” in Italia, ma in misura non ancora sufficiente per raggiungere quella tanto agognata immunità di gregge che sembra sempre più un lontano miraggio.

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