Le cerimonie in stand-by, le Marche cercano una soluzione: ecco la proposta in attesa del certificato anti-Covid

Sabato 12 Giugno 2021 di Martina Marinangeli
Le cerimonie in stand-by, le Marcghe cercano una soluzione: ecco la proposta in attesa del certificato anti-Covid

ANCONA - Rebus matrimoni: dopo un 2020 decisamente ostico per il Covid per chi aveva programmato il fatidico sì, anche l’estate 2021 si presenta con non poche incertezze. Gli stop and go a livello normativo stanno mettendo in fibrillazione non solo i promessi sposi, ma anche l’intero settore del wedding - oltre a tutti quelli collegati ad eventi e cerimonie, civili e religiose – che sta ancora aspettando alla finestra per capire come muoversi.

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Nel tentativo di dare una risposta alle tante domande che si sono levate nelle ultime settimane, ed in attesa del green pass Covid-19, le Marche hanno proposto, alla Conferenza delle Regioni ed al governo, di adottare un’autocertificazione, subito operativa, per partecipare ad eventi, cerimonie e feste. 


Il nodo 
Il vicepresidente Mirco Carloni, coordinatore della Commissione sviluppo economico della Conferenza, ha infatti inviato la richiesta e il modello auto certificativo suggerito al presidente Massimiliano Fedriga e agli assessori componenti la Commissione. Nella lettera Carloni evidenzia la necessità di «essere immediatamente operativi per permettere alle aziende di iniziare la loro attività, in attesa di eventuali interventi da parte del Governo». Il decreto legge 65/2021 stabilisce che la partecipazione alle feste conseguenti alle cerimonie civili o religiose, anche al chiuso, venga subordinata alla presentazione dei certificati verdi Covid-19, che però non sono ancora operativi. «Le associazioni di settore, numerosissimi operatori e molti Comuni interessati, stante il silenzio normativo – scrive Carloni – chiedono, insistentemente e giustamente, quali siano le modalità operative a cui attenersi per rispettare la disposizione di legge, al fine di evitare eventuali sanzioni. Chiedo, con urgenza, di sottoporre la mia proposta di utilizzo di un modello auto certificativo sia alla valutazione di presidenti, nella prossima riunione della Conferenza delle Regioni e Province Autonome, sia al ministro competente».


La proposta
Una moratoria, insomma, definita «indispensabile ed urgente» per permettere alle aziende di riavviare l’attività. «D’intesa con le associazioni di settore – precisa il vicepresidente della giunta – abbiamo predisposto un modello di autocertificazione coerente con la normativa prevista nell’articolo 9 del DL 52/2021 che consentirebbe al settore di ripartire immediatamente ed al Governo di risolvere le problematiche di privacy nei tempi dovuti, senza che questi si ripercuotano sulla ripresa del settore cerimonie».

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Ultimo aggiornamento: 08:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA