Il Covid è costato 159 milioni alle Marche. Castelli: «Lo Stato ne ha stanziati 92, il resto in carico alla Regione. Rimodulato la spesa sanitaria»

Lunedì 9 Agosto 2021 di Martina Marinangeli
L'assessore Guido Castelli

ANCONA La batosta della pandemia sulle casse della sanità. La conta complessiva dei costi sopraggiunti riferibili al Covid fa schizzare il pallottoliere a 159 milioni di euro nelle Marche. La cifra fa riferimento a tutte quelle spese che non sarebbero state sostenute se il virus non avesse fatto la sua comparsa, travolgendo le strutture ospedaliere.

 

Un conto salato, solo in parte coperto dalle risorse messe a disposizione dai decreti ministeriali. «Lo Stato ha emanato una serie di provvedimenti per coprire queste spese – spiega l’assessore al Bilancio Guido Castelli –, ma il totale delle somme messe a disposizione per le Marche ammonta a 92 milioni di euro. Peraltro, solo una parte di questi è stata già materialmente liquidata; il resto contiamo lo sarà a breve».


I conti da far tornare
Per quanto riguarda i restanti 67 milioni non garantiti da Roma, invece, «abbiamo trovato la copertura con risorse estratte dal sistema sanitario e dal bilancio della Regione – aggiorna i conti il titolare della delega –. Abbiamo dovuto rimodellare la spesa ed è uno stress importante: alcune Regioni non sono riuscite a chiudere i consuntivi delle aziende sanitarie perché non avevano una situazione di benchmark come la nostra». Scendendo nel dettaglio del quadro economico, ai fini della chiusura dei bilanci d’esercizio degli Enti del Servizio sanitario regionale 2020, sono state assegnate risorse dei Dl nazionali (Decreti legge 18, 34 e 104) per l’emergenza Covid pari ad 87.989.553 euro, di cui 57.404.754 utilizzati per la copertura dei costi dell’anno 2020 e 30.584.799 accantonati per l’anno 2021. Le risorse non assegnate dai decreti agli Enti del Ssr, sono state invece utilizzate direttamente dalla Regione: 525.555 euro per i Covid Hotel e 4.431.931 euro accantonati per il 2021. 


La quota accantonata
La quota accantonata fa riferimento alle linee di finanziamento dei DL non attivate, come ad esempio quelle per l’utilizzo di spazi e personale delle strutture private accreditate. «Quando lo Stato ha stanziato risorse per il Covid – precisa Castelli –, ha segmentato la copertura in favore delle Regioni secondo delle finalità. Una di queste era la “requisizione” delle case di cura private e per il ristoro dei proprietari nel caso in cui le avessimo requisite. Quel denaro, se non usato a questo scopo, non poteva essere usato affatto».


Le richieste allo Stato
Su questo punto, è in corso una trattativa con lo Stato per allargare le maglie degli stanziamenti: «Le Regioni - spiega ancora l’assessore al Bilancio, Guido Castelli - hanno chiesto l’autorizzazione ad usare in maniera flessibile anche quelle risorse previste dallo Stato per finalizzazioni che i territori non avevano attivato. Lo scopo è quello di togliere la rigida partizione al fine di poterli utilizzare per le reali necessità». Per chiudere il quadro, agli Enti del Servizio sanitario regionale sono state infine assegnate risorse aggiuntive pari a 37.273.157 euro per la gestione ordinaria.

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Ultimo aggiornamento: 17:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA