Covid, contagi in discesa, in sette giorni -12%. Siamo come a luglio, gli ultimi dati sull'epidemia nelle Marche

Martedì 5 Ottobre 2021 di Lorenzo Sconocchini
Covid, contagi in discesa, in sette giorni -12%. Siamo come a luglio, gli ultimi dati sull'epidemia nelle Marche

ANCONA - Un gradino alla volta, la scala dei contagi nelle Marche continua a scendere e riavvolge il nastro del trend epidemiologico fino alla situazione di luglio, terza settimana, quando però la circolazione virale era in aumento, spinta dalla movida estiva, mentre ora la curva continua a puntare verso il basso, a tre settimane dalla tanto temuta riapertura delle scuole. Con i 18 nuovi positivi diagnosticati ieri - relativi a un lotto domenicale di 187 tamponi molecolari per diagnosi – le Marche chiudono la settimana scorsa con 449 diagnosi di positività a Sars-Cov-2 e alle sue varianti, che fanno salire il totale da inizio epidemia a 114.092 contagi. 

 

 
Sotto la media nazionale
L’incidenza dei casi per 7 giorni scende così a 29,90 ogni 100mila residenti, un dato che colloca le Marche nel lotto delle 6-7 regioni più virtuose in questa fase nel contenimento della circolazione virale. Ieri la nostra regione, nella classifica dell’incidenza dei casi in rapporto alla popolazione, registrava un trend migliore della media nazionale. Merito senz’altro della campagna vaccinale, che sta iniziando un nuovo turno di richiami di massa con la terza dose per soggetti fragili e over 50. Fino ai ieri i marchigiani immunizzati con ciclo completo di siero anti-Covid erano 1.016.622, quasi il 75% dei soggetti con più di 12 anni e dunque vaccinabili, quota che sale all’81% per la copertura con prima dose. Un scudo che per ora riesce ad arginare l’elevata contagiosità della variante delta, più trasmissibile del 110% rispetto al ceppo virale originario. L’ultima settimana di monitoraggio, curato dall’Osservatorio epidemiologico della Regione Marche, registra un calo dei nuovi contagi del 12,3%, mentre anche il carico dei “positivi attuali”, ricoverati o in isolamento domiciliare, è in diminuzione. Ieri erano 2.514, -5,3% rispetto a una settimana fa.


La pressione sui reparti
Anche la pressione dell’epidemia sugli ospedali si sta allentando. Ieri i ricoverati nelle terapie intensive del sistema sanitario marchigiano erano 18, con una diminuzione del 25,4% rispetto a una settimana prima, e quelli in Area medica 41, con una variazione settimanale di -14,3%. Stabile la situazione sul fronte dei decessi: 7 nell’ultima settimana, l’ultimo risale a sabato, mentre nella settimana precedente erano stati sei. La circolazione virale nel territorio marchigiano, per quando in diminuzione generalizzata, ha un andamento diverso nelle cinque province. Al momento quella in cui il virus si è più rarefatto è Fermo, con 23 casi settimanali e un’incidenza di 13,5 per 100mila abitanti. A Macerata la circolazione virale ha una velocità quasi tripla, con un’incidenza di 39,8. Anche in provincia di Pesaro Urbino la diffusione del virus è sopra la media regionale, con un’incidenza di 32,5, mentre Ascoli Piceno e Ancona sono sotto il trend, rispettivamente con 19,6 e 22,1 casi settimanali ogni 100mila residenti. Il bollettino di ieri registra anche 36 tra guariti e dimessi e un leggero aumento dei ricoveri totali per Covid (succede sempre il lunedì, per la frenata domenicale delle dimissioni) saliti da 58 a 59, con un -1 però in terapia intensiva. Restano sotto le soglie di sicurezza le percentuali di occupazione per Covid dei posti letto totali negli ospedali marchigiani. In terapia intensiva, con 18 posti occupati da pazienti positivi su 212, siamo all’8,5% (la soglia critica è al 10%) mentre in Area medica, 41 su 971, la saturazione attuale per Covid è al 4,2%, neanche un terzo della soglia critica (15%). Nel marzo scorso, durante il picco dei contagi alimentato dalla variante inglese, sia in Terapia intensiva che in Area medica la saturazione dei posti letto per Covid aveva superato nelle Marche il 60%.

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