La linea adriatica è sui binari giusti. Baldelli: «Potenziamento ma niente barriere». Proposte al ministero entro il 10 gennaio

L'assessore: «Sarà la direttrice unica per il trasporto merci Sud-Nord, pensiamo alla velocizzazione dell’intera tratta»

La linea adriatica è sui binari giusti. Baldelli: «Potenziamento ma niente barriere». Proposte al ministero entro il 10 gennaio
di Martina Marinangeli
3 Minuti di Lettura
Giovedì 23 Dicembre 2021, 04:05

ANCONA - Un trasporto su ferro degno di questo nome, che bilanci lo squilibrio tra il versante tirrenico e quello orientale. Il Corridoio Adriatico, entrato da qualche giorno nelle linee Core Ten-T, ha accelerato la messa a terra di progetti per la velocizzazione ed il potenziamento della linea ferroviaria adriatica. Il ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili ha dettato un’agenda strettissima per ricevere le indicazioni dai territori interessati e, a questo scopo, l’assessorato alle Infrastrutture, guidato da Francesco Baldelli, martedì si è confrontato in videocall con le amministrazioni comunali delle città costiere delle Marche, invitandole ad avanzare le loro proposte per raccoglierle, entro fine anno, in un documento condiviso da trasmettere al Mims entro il 10 gennaio. 

 
Il confronto
Non si parla di Alta Velocità - progetto che costa 50 miliardi di euro -, bensì di velocizzazione e di potenziamento della ferrovia adriatica, con possibilità di prevedere anche delle parti in arretramento da conciliare con gli elementi paesaggistici ed il funzionamento del trasporto pubblico locale. Il Mims ha messo a disposizione 5 miliardi di euro per studiare soluzioni sull’intera tratta da Bologna a Lecce, dove la parte marchigiana rappresenta un’area critica perché territorio fortemente antropizzato. Di questi, sono già stati impegnati 2,7 miliardi in progetti per migliorare traffici passeggeri e merci, arrivando a far guadagnare almeno 30 minuti, ed aumentando i volumi. Sono interventi finalizzati a sostituire gli apparati esistenti con tecnologie digitali, oltre ad interventi infrastrutturali come, ad esempio, l’ampliamento delle gallerie e l’adeguamento di alcune curve per consentire ai treni di viaggiare ad una velocità di 200 km/ora. Il termine previsto per questi lavori è tra il 2023 ed il 2024. «La linea adriatica - spiega Baldelli – presenta caratteristiche che, secondo la Struttura tecnica di missione del Mims, la rendono “l’infrastruttura ferroviaria più delicata d’Italia”, per cui ogni intervento ipotizzabile genera un impatto molto forte». Il governo ha invitato Rfi a studiare un mix di soluzioni, condivise con i territori, con due obiettivi: la riduzione dei tempi di percorrenza per il traffico passeggeri ed il potenziamento del trasporto merci. La linea ferroviaria adriatica è stata, infatti, scelta dall’esecutivo nazionale come direttrice unica del traffico merci Sud-Nord: tra le ipotesi di intervento da vagliare in raccordo con i Comuni, «verificare se, in alcune parti del tracciato, sia possibile realizzare varianti ed arretramenti - spiega l’assessore-. Oppure, in alcuni tratti si potrebbe valutare il mantenimento e la riqualificazione la linea esistente, potenziando il trasporto locale ai fini della valorizzazione dei centri storici, soluzione che ribadisce il netto no per qualsivoglia ipotesi di barriera antirumore».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA