Marche, che bel colpo di scena: si torna in giallo da lunedì. Riaprono bar e ristoranti. Ma non solo: ecco cosa si potrà fare. Obiettivo: restarci

Il governatore Francesco Acquaroli
Il governatore Francesco Acquaroli
di Maria Teresa Bianciardi
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Sabato 30 Gennaio 2021, 02:30

ANCONA -  E zona gialla sia, da lunedì. Il pressing delle Marche sul governo ha ottenuto il risultato che ormai persino il governatore Francesco Acquaroli sembrava non sperare più, nonostante i dati delle ultime settimane segnalassero un costante miglioramento della situazione pandemica in regione. Invece. In una giornata non facile per tecnici e ministero, fortemente incalzati dalle Regioni, l’Italia si è colorata tutta di giallo tranne Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria e provincia di Bolzano che invece restano in arancione.

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Gli esperti lo hanno deciso durante la riunione del Cts che è slittata nel pomeriggio proprio a causa della complessità della decisione che avrebbe dovuto tenere conto dei calcoli utilizzati fino ad oggi per avanzare o retrocedere sulle disposizioni ma anche delle legittime aspettative delle Regioni, visto il generale miglioramento dell’emergenza Covid. Così ieri alle 18.44, il governatore Acquaroli sulla sua pagina Facebook ha ufficializzato la notizia più attesa ma inaspettata: «Il ministro Speranza mi ha comunicato che le Marche sono in zona gialla».

In 45 minuti oltre 3.800 like, 1.258 condivisioni e quasi 500 commenti, tanto per dire quanto la regione attendesse con ansia questa decisione. Che fino a 48 ore fa sembrava irraggiungibile persino al presidente, disposto persino a fare ricorso al Tar se il ministero avesse riconfermato la zona arancione per la terza settimana consecutiva. Era già tutto pronto, l’ufficio legale del Palazzo in prima linea, ma non c’è stato bisogno di andare avanti a suon di carte bollate. Da lunedì siamo in zona gialla, riaprono bar e ristoranti, ma bisognerà fare di tutto per restarci il più possibile. Intanto l’Rt puntuale delle Marche è stato confermato a 0,88 decisamente più basso rispetto a quello della scorsa settimana e segno del miglioramento sul fronte dei contagi.


Nel report numero 37 dell’Istituto superiore della sanità la nostra regione ha un trend in discesa sia nei casti da Coronavirus, sia nei focolai, ma resta ancora segnato in rosso il sovraccarico delle terapie intensive (superiore al 30%) e dell’area medica (superiore al 40%). La classificazione del rischio è stata giudicata dagli esperti moderata, con una valutazione di impatto alta e una valutazione di probabilità bassa, ma soprattutto con zero allerte segnalate. Per l’Iss, nonostante il miglioramento dei dati a livello nazionale e un indice Rt sopra l’1 solo in Molise, «l’epidemia resta in una fase delicata ed un nuovo rapido aumento nel numero di casi nelle prossime settimane è possibile, qualora non venissero garantite rigorose misure di mitigazione sia a livello nazionale che regionale». Valutazione confermata anche dal ministro Speranza: «Numerose regioni torneranno in zona gialla ma è fondamentale mantenere la massima attenzione. La sfida al virus è ancora molto complessa». 


Lo stesso ministro ha chiesto ai tecnici di valutare se applicare il Dpcm in modo diverso. Fino ad ora per passare da una zona con più restrizioni a una con meno si dovevano aspettare due settimane con dati di classificazione inferiore, ma il conteggio iniziava dalla prima settimana in cui il monitoraggio rivelava il miglioramento dei dati. Così di fatto ci volevano tre settimane per uscire dalle zone a medio e alto rischio. Adesso invece quei 14 giorni sono netti: con due monitoraggi da zona gialla si abbandona quella arancione e con due da arancione quella rossa. 

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