Coprifuoco contro il contagio: la provincia di Pesaro Urbino in zona rossa. Casi in aumento e morti fanno scattare i divieti

Domenica 8 Marzo 2020
Coprifuoco contro il contagio: la provincia di Pesaro Urbino in zona rossa

ANCONA  - Erano 100 giovedì, 126 venerdì, sono saliti a 159 ieri sera. I contagiati da Covid-19 nella provincia di Pesaro Urbino seguono una curva che ormai s’impenna e in sole 48 ore il bollettino dei malati ha fatto registrare un aumento dei casi positivi di oltre il 50%. A cui si aggiungono altri dati allarmanti: 67 ricoverati, di cui 21 in rianimazione, negli ospedali di Marche Nord, ben 774 persone messe in isolamento volontario. Ce n’era abbastanza, per convincere il Governo (consigliato dall’Istituto superiore di sanità) a inserire anche la provincia di Pesaro Urbino nella nuova zona rossa dell’emergenza da Coronavirus, ridefinita da una bozza di decreto predisposto in tarda serata, al pari dell’intera Lombardia e delle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Rimini.

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Che significa? Dall’entrata in vigore del decreto, ieri sera ancora in attesa di firma, saranno in vigore fino al 3 aprile restrizioni draconiane per chi abita nelle zone rosse, in un estremo tentativo di contrastare il diffondersi del virus, ma altre limitazioni saranno valide in tutta Italia. In zona rossa bisognerà «evitare in modo assoluto ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori inseriti nel decreto, nonché all’interno dei medesimi territori», con l’unica eccezione degli spostamenti «motivati da indifferibili esigenze lavorative o situazioni di emergenza». Chi non rispetti i limiti agli spostamenti e le nuove misure in queste zone zischia l’arresto fino a 3 mesi e fino a 206 euro di ammenda. A chiunque manifesti sintomi da infezione respiratoria e febbre superiore ai 37,5° «è fortemente raccomandato» di restare a casa, limitare al massimo i contatti sociali e chiamare il p medico curante, mentre i positivi al Coronavirus devono restare in quarantena senza uscire di casa.

 

Oltre alle forti limitazioni agli spostamenti, il decreto condiziona pesantemente la vita associata. Sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni tipo, in luoghi pubblici o privati. Consentiti però gli allenamenti e le partite degli atleti agonisti all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse o all’aperto senza la presenza di pubblico e le società sportive sono tenute ad adottare tutte le precauzioni per limitare il rischio di diffusione del virus. Lo sport di base e le attività motorie all’aperto sono ammessi solo se è possibile rispettare la distanza minima di un metro, mentre sono chiusi gli impianti dei comprensori sciistici. Sono sospese tutte le manifestazioni organizzate, nonché gli eventi in luogo pubblico o privato, quali grandi eventi, cinema, teatri, pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati. L’apertura dei luoghi di culto è condizionata a misure organizzative anti-assembramenti, sempre nel rispetto della distanza minima di un metro. Sospese le cerimonie civili e religiose, compresi i funerali.

Tutte le attività educative e scolastiche, dagli asili alle università, come anche corsi di formazione e master (tranne che nelle professioni sanitarie) sono sospese fino al 3 aprile, ma sono possibili forme di didattica a distanza. Saranno chiusi nelle zone rosse musei e gli altri istituti e luoghi della cultura, sospesi i concorsi, tranne che per medici infermieri e protezione civile. Per bar e ristoranti la bozza di decreto prevede le stesse limitazioni in tutta Italia: possono rimanere aperti solo se riescono a garantire la distanza di un metro tra una persona e l’altra. Per le altre attività commerciali delle zone rosse invece i gestori dovranno garantire modalità di accesso contingentate per evitare assembramenti. I centri commerciali medi e grandi, nonché i negozi al loro interno, nelle zone rosse saranno chiusi nelle giornate festive e prefestive, mentre nei feriali i gestori dovranno far rispettare il metro di distanza tra persone altrimenti rischiano la sospensione della licenza. Sono sospese le attività di palestre, centri sportivi, piscine,, centri benessere, centri termali.

La sanità è in prima linea e allora in zona rossa sono sospesi i congedi ordinari del personale sanitario e tecnico, nonché del personale coinvolto nelle unità di crisi regionali. Resteranno aperte farmacie e parafarmacie e negozi di generi alimentari, sempre con la distanza minima da rispettare. La bozza poi prevede restrizioni sull’intero territorio nazionale, dove «sono sospese le attività di pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati» fino al 3 aprile, con «specifiche sanzioni in caso di mancato rispetto». Tra le indicazioni valide in tutta Italia, nel decreto si raccomanda di limitare «ai casi strettamente necessari» le uscite dalle dimore abituali.

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