Contagi giù del 43% e ricoveri nei limiti: le Marche ovviamente restano in zona arancione

Contagi giù del 43% e ricoveri nei limiti: le Marche però restano in zona arancione
Contagi giù del 43% e ricoveri nei limiti: le Marche però restano in zona arancione
di Lorenzo Sconocchini
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Sabato 12 Febbraio 2022, 03:05 - Ultimo aggiornamento: 14:23

ANCONA  - Le Marche da quattro giorni ormai sono tornate ad avere valori da zona gialla, ieri addirittura su entrambi i parametri della saturazione ospedaliera per Covid, ma resteranno in arancione per altre due settimane intere ancora, sempre che nel frattempo non cambino le norme sul monitoraggio delle regioni. Perché la situazione epidemiologica evolve in meglio alla stessa velocità di Omicron, ma le regole del sistema a colori introdotto dal Governo nell’aprile 2020 restano in buona parte quelle dell’era pre-Green pass.

E prevedono che una Regione, anche se migliora i dati e rientra nei parametri nella fascia con restrizioni minori, poi deve confermare quel trend di miglioramento per altre due settimane consecutive, prima di tornare al colore meno acceso. 


Dunque siamo solo al primo step. Niente scorciatoie per un ritorno anticipato in giallo, anche se giovedì il governatore Francesco Acquaroli, dopo interlocuzioni informali con il ministero della Salute, aveva maturato speranze su un cambio di colore già da lunedì prossimo, dopo appena 7 giorni in arancione. Aspettative che ieri non hanno trovato alcun fondamento. Dopo il monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute, esaminato dalla Cabina di regia nazionale, il ministro Speranza ha firmato un’ordinanza che prevede da lunedì prossimo solo due cambi cromatici: la Sicilia, dopo tre settimane di valori sotto soglia, passa dall’arancione al giallo, mentre il Molise, che ha sforato i parametri sui ricoveri per Covid, passa dal bianco al giallo.

Per le Marche, nessun cambio di categoria, e in serata il presidente Acquaroni ne prende atto con rammarico. «Il ministro Speranza mi ha confermato che le ordinanze valgono per due settimane e che per uscire dalla zona arancione serve avere due rilevazioni rientranti nei parametri sotto la soglia - scrive sui social -. Questo provvedimento appare fuori dalla fase che stiamo vivendo, e purtroppo sembra di vivere una situazione paradossale, con l’utilizzo di un metodo che era stato ideato in una fase di assoluta emergenza ma che adesso sembra del tutto sproporzionato».


Giallo o arancione, la situazione rimarrebbe comunque immutata per il 90% circa della popolazione, quella munita del Green pass rinforzato (vaccinati e guariti da meno di sei mesi) che con le nuove regole sui pass introdotte a gennaio resta indifferente a qualsiasi cambio di colore: nessuna restrizione, persino nell’ipotesi (lontanissima dall’attuale trend dell’epidemia) di un ritorno in zona rossa. E da ieri, grazie a una specifica ordinanza del ministro Roberto Speranza, la mascherina all’aperto è obbligatoria solo nei luoghi affollati, mentre le nuove regole sulla gestione dei contagi a scuola fanno scendere anche nelle Marche il numero delle classi in quarantena e in Dad. L’altro ieri ce ne erano 292 in quarantena e 587 in Dad, mentre il primo febbraio erano rispettivamente 480 e 838. 


La curva dei contagi nelle Marche intanto continua la sua discesa, iniziata ormai 15 giorni fa. Ieri, con 2.030 casi positivi accertati (il 38,4% dei campioni testati per diagnosi) l’incidenza settimanale è scesa a 1.191 ogni 100mila abitanti. Con il trend attuale, secondo le stime dell’Osservatorio epidemiologico della Regione Marche diretto dal dottor Marco Pompili, la settimana si dovrebbe chiudere con circa 18mila casi, -43% rispetto alla precedente (31mila). Anche le curve dei ricoveri, con il consueto ritardo su quelle dei contagi, piegano verso il basso. I pazienti in terapia intensiva per Covid nelle Marche ieri sono scesi a 47 (-3), quelli in area medica a 301 (-10) grazie anche a 42 dimissioni. Così l’occupazione per Covid dei posti letto totali scende al 18,5% in terapia intensiva e al 29,3% in area medica, entrambi sotto le soglie di confine tra zona gialla e arancione.


I valori di saturazione ospedaliera nelle Marche sono un po’ più alti nel report di ieri del monitoraggio Iss-ministero della Salute, che ha dati aggiornati a giovedì: 20% in terapia intensiva (ma è un 19,5% arrotondato, dunque sotto soglia) e 31% in area medica. Insomma, le Marche stanno rientrando alla normalità in tutti i parametri, ma per il cambio di colore serve pazienza. Almeno per i No Vax, che in arancione hanno restrizioni aggiuntive, specie negli spostamenti in altri comuni L’ultima curva che stenta a flettersi è ancora quella dei decessi. Ieri altri sei, che fanno salire il totale a 3.497: 4 uomini e 2 donne, tra i 60 e 93 anni, tutti con patologie pregresse.

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