La "second life" dei mobili con la vernice a gesso

Giovedì 28 Maggio 2020
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C’è sempre un prima e un dopo. E c’è sempre una storia scritta nel mezzo. Fra i solchi, scavati negli anni, dei mobili che ci accompagnano da una vita. La madia della nonna che ci riporta all’infanzia, quando il pane si faceva in casa. La consolle con specchio e porta abiti in voga negli anni ‘60. Persino quella cassettiera in legno scuro che da tempo immemore occupa spazio in cantina. Per quanto démodé o usurati, sono ricordi di cui non riusciamo a disfarci. Oggetti che portano in dote un’eredità emotiva, un potenziale estetico ed una utilità ancora da esprimere. A segnare il passaggio fra il prima e il dopo, il vecchio da buttare e il diversamente nuovo, è l’arte del recupero. 
 
Gli accorgimenti
Un’operazione che con i giusti strumenti e qualche accorgimento, puó rivelarsi facile e di piacevole svolgimento anche per chi è alle prime armi. Il segreto sta nella scelta dei prodotti. Come la pittura a gesso vintage che salvo i casi più complessi non necessita di sverniciatura, carteggiatura né fondo, conferendo da subito un aspetto rinnovato anche all’arredo più datato. Un’accurata pulizia è in genere tutto ciò che serve. Ottimo è l’utilizzo di uno sgrassatore alcalino di tipo industriale, ma esistono anche soluzioni naturali, come acqua tiepida e bicarbonato. 
La stesura
Da applicare dopo aver abraso leggermente la superficie con una spugna, passando infine un panno umido per rimuovere tracce di polvere e detersivo. Per la stesura della vernice potete scegliere fra il rullo decorativo o il classico pennello. Il super coprente donerà una finitura ultra opaca e gessosa, asciuga rapidamente e aderisce fin dalla prima mano quasi ad ogni superficie. Ideali sono due strati di pittura e uno protettivo in cera. Le nuance sono tantissime. Osate un contrasto: un punto di colore in una stanza ha lo stesso fascino di un neo su un bel viso. Rende l’ambiente unico. 

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