Marche commissariate: sei partiti, tre Confindustrie, grandi opere, banche, e sisma. Regione rassegnata: chi la sveglierà?

Venerdì 28 Maggio 2021 di Andrea Taffi
Regione Marche rassegnata: chi la sveglierà?

ANCONA - Per avere un’idea complessiva si tratta di unire i punti. Lega Salvini Marche: commissariata. Fratelli d’Italia Marche: commissariato. Forza Italia Marche: commissariata. Udc Marche: commissariata. Pd Marche: segretario traghettatore. Psi Marche: commissariati. Nota a margine: alcuni partiti, per essere precisi, sarebbero addirittura al secondo commissario (Lega e Forza Italia). Andiamo avanti?

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Confindustria Macerata: commissariata. Confindustria Fermo-Ascoli: commissariata. (Ancona e Pesaro per un mese tra gennaio e febbraio sono stati agli ordini dei probiviri di Roma). Sarebbe meglio fermarsi ma non prima di aver ricordato che, in tema di banche, la nuova prima della classe Intesa Sanpaolo ha la direzione a Bologna. Capitolo grandi opere: Fano-Grosseto, commissariata. Salaria: commissariata. Orte-Falconara: commissariata. Il post sisma? Commissariato. E se arrivasse la Zona Economica Speciale? Pure lì, un altro commissario. Insomma, volendo scherzare tra tanta affluenza di commissari mancherebbe solo Montalbano.


Il male oscuro
Deve essere una maledizione o qualcosa del genere. Così in basso come oggi, teleguidate da fuori e con il cappello in mano le Marche non si erano mai viste. Che ci troviamo in questa condizione dopo due inverni con il Covid, un terremoto che ha abbracciato sei mesi di scosse e distruzione, una crisi bancaria senza precedenti, probabilmente non è un caso. Così diventa un fatto ormai oggettivo registrare una condizione scaduta e scadente in termini di leadership e classe dirigente. Al punto che fioccano i commissari in molte sovrastrutture espressione della vita associativa. Lega e Forza Italia sono addirittura al secondo commissario (Marchetti dopo Arrigoni e Battistoni dopo Fiori). Pessimo segnale: significa che la prima lezione non è servita. Il problema è che l’onda non si arresta e le condizioni generali non favoriscono soluzioni improntate alla mediazione: la litigiosità interna che ha forzato la scelta di guide forestiere nella politica è arrivata anche alle rappresentanze. 


Salvata la Camera di commercio
Salvata la Camera di commercio unica dalla mediazione Sabatini-Giordano, le territoriali degli industriali sono un cumulo di macerie diplomatiche. Macerata che aveva impiegato interi mesi per arrivare alla quadratura su Guzzini è ancora in mano al reggente dopo lo scivolone mediatico dell’allora presidente. Ancona-Pesaro è franata a un passo dal panettone e il resto sono altre macerie: si è tornati allo status quo ante. Meglio separati e inutili che insieme litigando. Dalla pioggia invece si è arrivati alla grandine tra Ascoli e Fermo. E anche lì si sono chiusi i rubinetti delle nomine ordinarie. Intervento di Roma e allestimento di un quadriumvirato di reggenti. Avanti il prossimo. Poi ci sono i commissari inevitabili: grandi opere e ricostruzione. E la carta del docente Farabollini è stata giocata malamente al punto che il pallino è tornato fuori regione. Per non parlare delle banche dove, se non fosse per la direzione regionale di Bper, le Marche sono diventate ormai una figurina da scambiare tra i colossi del credito.

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