Latte, alzare il prezzo o il settore scomparirà. Gardoni (Coldiretti): «Serve per salvare le stalle sopravvissute». Il programma della Regione

Martedì 29 Marzo 2022 di Massimiliano Petrilli
Latte, alzare il prezzo o il settore scomparirà. Gardoni (Coldiretti): «Serve per salvare le stalle sopravvissute». Il programma della Regione

ANCONA - Aumentare il premio latte «o sarà la morte del settore». La Coldiretti Marche chiede a gruppi industriali e cooperative di allinearsi «ai 48 cent al litro come prezzo minimo che Granarolo ha deciso di riconoscere agli allevatori, più Iva a premi». Mentre la Giunta regionale ha aggiornato il prezzario del Psr Marche e incrementa fino al 25% le voci dei costi sostenuti dalle aziende. «Un sostegno immediato agli agricoltori penalizzati dalla crisi in atto» sottolinea il vicepresidente Mirco Carloni.

 

 


L’appello
Maria Letizia Gardoni, presidente Coldiretti Marche, plaude «alla scelta responsabile del gruppo bolognese in un momento estremamente critico per gli allevamenti bovini visto l’incremento dei costi. Un rischio per un settore che nelle Marche è già in difficoltà da anni e senza il quale sono in pericolo economia, occupazione, conservazione degli ambienti naturali e tenuta delle aree rurali e montane». La Regione nei giorni scorsi ha stimato un 40% di aumento dei costi rispetto al 2020 per gli allevamenti bovini e bufalini da latte. Nella regione si contano oltre 3.200 allevamenti con circa 48mila bovini ma di questi appena il 15% è orientato verso il latte. In 20 anni la produzione di latte si è dimezzata. «L’adeguamento dei compensi – aggiunge Gardoni - è necessario per salvare le stalle sopravvissute, attrici di una produzione che vale 28,5 milioni con una ricaduta positiva in termini di reddito e coesione sociale».
La Giunta regionale invece ieri ha deliberato un incremento fino al 25% dei valori riconosciuti su diverse voci del Prezzario agricolo del Programma di sviluppo rurale. Emanerà inoltre un bando da 100mila euro per le nuove aziende zootecniche, che non hanno potuto accedere ai contributi precedenti assegnati per il benessere degli animali. «Il settore sta affrontando difficoltà insostenibili che si ripercuotono sul reddito aziendale – rileva l’assessore Carloni – La guerra in corso tra Russia e Ucraina, preceduta dalle difficoltà causate dalla pandemia sull’intero sistema economico, insieme alla conseguente complessità a reperire materia prime, hanno determinato un’impennata dei costi di fornitura non sostenibili, anche a seguito degli adeguamenti semestrali dell’Istat. Abbiamo quindi immediatamente provveduto ad allineare il costo delle voci che maggiormente incidono sulle misure del Psr Marche 2014/2020, in modo da allinearli alle reali richieste del mercato e non penalizzare gli agricoltori che stanno sostenendo oneri maggiori di quelli codificati solo pochi mesi fa». Le principali voci aggiornate riguardano l’edilizia zootecnica (+21,92%), gli impianti zootecnici (+23,58%), l’irrigazione (+11,34%), le serre (+21,12%), le attrezzature enologiche (+16,81%), di laboratorio (+17,39%) e per i frantoi oleari (16,81%). 

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