Il neo presidente Silenzi: «Cna unica regionale? Ci stiamo lavorando. Terza Italia percorso obbligato per le Marche»

Martedì 21 Settembre 2021
Il neo presidente Silenzi: «Cna unica regionale? Ci stiamo lavorando. Terza Italia percorso obbligato per le Marche»

ANCONA - Neanche il tempo di festeggiare la sua elezione a presidente della Cna Marche e già era in viaggio per Milano, destinazione Micam, il salone delle calzature. Paolo Silenzi guiderà l’associazione regionale degli artigiani per i prossimi quattro anni, insieme a Otello Gregorini, confermato segretario della Cna Marche. La squadra è stata completata dai componenti della presidenza: Arianna Trillini, Michele Matteucci, Maurizio Paradisi, Maurizio Tritarelli, Emiliano Tomassini.

 

Presidente Silenzi, come è andato il Micam?
«Ci sono aspettative positive, dopo due anni difficili per il sistema calzaturiero marchigiano. I nostri stand hanno registrato una notevole affluenza di pubblico e di buyer molto interessati ad acquistare le nostre collezioni. In particolare sarà premiato chi ha puntato su ecosostenibilità e digitalizzazione, innovando prodotti e processi. E poi, come sempre, sono la qualità e l’accuratezza delle nostre produzioni a fare la differenza. Il calzaturiero marchigiano, malgrado la crisi provocata dalla pandemia, è vivo e può ripartire con fiducia».

Una fiducia che vale per l’intero sistema economico marchigiano?
«Sono ottimista per carattere. Le nostre imprese hanno vissuto mesi pesantissimi, perdendo mediamente un quarto del loro fatturato. Nel 2020 le Marche hanno perso il 10 per cento del Pil. Ma i segnali per la ripresa del sistema produttivo regionale ci sono tutti. Già quest’anno avremo un rimbalzo del 6 per cento del Pil e un altro 5 per cento dovremmo recuperarlo nel 2022. Gli imprenditori credono nel futuro. Lo dimostra anche il fatto che tra aprile e luglio il numero delle imprese è aumentato di 1.139 unità».

All’assemblea elettiva della Cna Marche era presente il Governatore Francesco Acquaroli. Cosa chiede la Cna alla Regione?
«Le nostre proposte le abbiamo presentate ad Acquaroli. Per un nuovo modello di sviluppo, bisogna investire con forza su imprese e territori, cogliendo le occasioni offerte dal Pnrr, dal Bilancio della Regione e dai Fondi Strutturali europei. Finanziamenti che devono servire ad aprire cantieri, creare opportunità per le imprese marchigiane e posti di lavoro. Sostenibilità ambientale e transizione digitale devono costituire le linee guida di questo percorso».

E le imprese?
«Le imprese sono pronte a fare la loro parte. Secondo una indagine del nostro Centro Studi, oltre un terzo delle aziende marchigiane, hanno intenzione di utilizzare, nei prossimi mesi, i finanziamenti messi a disposizione dall’Unione Europea. Ma per accedere a queste risorse, occorre semplificare le procedure amministrative, e prevedere un linguaggio più semplice nei bandi e nella modulistica. E questi sono compiti delle istituzioni».

La Terza Italia che avete lanciato venerdì scorso alla ministra per le Regioni Maria Stella Gelmini, è una ipotesi o una suggestione?
«È più di una ipotesi. E’ un percorso obbligato, se vogliamo agganciare le regioni del Nord e gli agguerriti cluster regionali dell’Unione Europea. Toscana, Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo rappresentano il 23,4 per cento del Pil nazionale ma stanno andando indietro. Negli ultimi vent’anni il loro Pil procapite, rispetto alla media europea, è diminuito mediamente del 38 per cento. Marche, Umbria e Abruzzo sono diventate regioni in transizione, sempre più vicine al Mezzogiorno. La Macroregione è una risposta per potenziare le reti infrastrutturali, creare un ecosistema competitivo, evitare le fughe dei talenti e il calo demografico».

Dopo la Camera di Commercio e il Confidi unico, sotto la sua presidenza, nascerà anche una unica Cna regionale?
«Si tratta di un percorso sul quale stiamo lavorando con il segretario Gregorini e gli altri colleghi della presidenza regionale, con la convinzione che mettendo insieme le esperienze e la forza dei territori, nel rispetto delle diversità, aumenti l’autorevolezza della Cna nel fare rappresentanza e la capacità di erogare servizi tradizionali ma anche innovativi, per far crescere le imprese associate e tutto il sistema produttivo marchigiano».

 

Ultimo aggiornamento: 10:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA