«Città arcobaleno nelle Marche», il centrodestra respinge l’idea del Pd. Scintille anche sul consulente del turismo

Venerdì 21 Maggio 2021 di Martina Marinangeli
Francesco Acquaroli

ANCONA  - Polemica a Palazzo Leopardi sulle Marche “arcobaleno”. A dar fuoco alle polveri ci pensa un emendamento del Partito democratico – primo firmatario il consigliere Romano Carancini – al Piano triennale del turismo approvato ieri a maggioranza in Aula. Il documento, sottoscritto anche da tutti gli altri colleghi dem, proponeva una declinazione “Lgbt+ friendly” della regione da un punto di vista turistico.

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«L’obiettivo generale è quello di fare delle Marche una destinazione di tendenza ed al passo con i tempi», si legge nel testo dell’emendamento, e Carancini articola il concetto nel suo intervento: «il turismo Lgbt+ ha avuto uno sviluppo importante nell’ambito nazionale ed internazionale. Incentivando nuove dinamiche virtuose, si intende favorire anche le più attuali forme di industria turistica come ad esempio il turismo Lgbt+ favorendo strutture ricettive di proprietà o gestite da persone Lgbt+». Proposta bocciata dalla maggioranza di centrodestra che, per voce del consigliere di Fratelli d’Italia Andrea Putzu, ha definito l’emendamento «pretestuoso: per noi la priorità è dare la possibilità a tutti i cittadini, di qualsiasi orientamento sessuale, di venire qui nelle Marche». 

Rincara la dose Giacomo Rossi (Civici Marche), bollando la proposta come «discriminatoria perché categorizza una tendenza sessuale anche in funzione di un determinato tipo di turismo. Si ottiene l’opposto di quello che Carancini vorrebbe». Ma è solo l’inizio. La seconda bagarre scoppia sull’altro emendamento dem in materia di accoglienza turistica, per ampliare la declinazione delle forme di accessibilità, affinché sia «attento a persone single, a donne in gravidanza con specifiche esigenze ed a disabili». 


A controbattere è ancora Putzu, secondo cui «qui non mancano strutture di questo tipo: tutti i cittadini del mondo possono venire nelle Marche». Siccome non c’è due senza tre, il dibattito del Consiglio si accende ancora su un’altra questione, ovvero l’incarico di consulente del presidente Acquaroli per le politiche del turismo affidato, a titolo gratuito, al romano Gianluca Caramanna, responsabile nazionale del dipartimento turismo di FdI. Con un ordine del giorno, poi bocciato, il Pd aveva chiesto di revocare quanto prima l’incarico, parlando di un’amministrazione «commissariata dal partito nazionale».

Dura la replica del capogruppo FdI Carlo Ciccioli: «nella scorsa legislatura, il Pd ha nominato come consulenti, in questo caso retribuite, Fabbri e Giannini, due donne non elette. Se mi dicono che la consulenza gratuita di Caramanna è uno scandalo, allora sono ridicoli». Più pacato il governatore: «prima di giudicare una persona, bisognerebbe avere la curiosità di capire se può essere utile all’assessorato al Turismo».

 

Ultimo aggiornamento: 15:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA